CORTESE, TIBURZIO

CORTESE, TIBURZIO. - Vescovo, n. a Modena nel 1738, m. ivi il 30 dic. 1823. Eletto vescovo della sua città nel 1786, curò l'educazione del clero e dei giovani, riformando tutta l'organizzazione del seminario locale. Durante l'invasione francese assunse anche il governo della vicina diocesi di Reggio, dell'abbazia di Nonantola, e del territorio della Garfagnana. Caduto il regno italico e insediatosi il duca Francesco IV, fu a questi vicino col consiglio e con la preziosa collaborazione. Nel 1821, per particolare interessi dello stesso duca, Pio VII revocò il Concordato del 1809 fra la S. Sede e Napoleone, secondo il quale l'antica abbazia di Nonantola doveva essere abolita e la aggregò al vescovato di Modena. Così nel 1822, alla morte del vescovo Francesco Maria d'Este, il C. fu nominato abate commendatario di Nonantola. Ristabilì l'abbazia, riattivò il seminario fondato da s. Carlo Borromeo, e, nonostante l'età ormai avanzata, visitò tutto il territorio fino a Fanano.

BIBL.: T. Bayard de Volo, Vita di Francesco V, duca di Modena, IV, Modena 1885, pp. 31-36. Gabriella de Stefano