COSTANTINO da BARBENÇON. - Predicatore e scrittore ascetico cappuccino, n. a Barbençon (Hainaut, Flandre) ca. il 1582, m. a Bonn il 26 (o 25) nov. 1631 (o 1632?). Dal Belgio fu mandato nel 1611 a fondare la provincia di Colonia; definitore, maestro dei novizi, ricercato direttore di spirito.
Ha particolare importanza rappresentativa nella letteratura mistica l’opera Les secrets sentiers de l’amour divin (Colonia 1623 e ripetutamente fino ai nostri giorni).
C. vi mostra, con terminologia incensurabile, come l’anima, esercitata nella mortificazione, nell’umiltà e nella meditazione, viene elevata dalla Grazia alla conoscenza e all’amore divino, per finire in una unione totale con Dio. Nell’altra opera più ampia, ma meno divulgata, Anatomie de l’âme et des opérations divines en icelle (Liegi 1635), edita postuma, polemizza efficacemente contro un movimento prequistista contemporaneo, combattendo le false interpretazioni che i cosiddetti «illuminati» davano alla Benedetto da Canfield (v.), soprattutto circa l’esercizio della «volontà essenziale» di Dio; denunzia, inoltre, con sagacia gli influssi deleteri delle teorie del protestantesimo sulla pseudo-mistica dei pre-quietisti. La dottrina del p. C. fu utilizzata da vari autori ascetici, come il card. Bona, e specialmente dal noto benedettino A. Baker (v.).
Ilario da Milano