CURIA INNOCENZIANA

CURIA INNOCENZIANA - Palazzo Montecitorio, già sede della c. i. Bernini, Mattia De Rossi, C. Fontana (1650-94) - Roma.
CURIA INNOCENZIANA - Palazzo Montecitorio, già sede della c. i. Bernini, Mattia De Rossi, C. Fontana (1650-94) - Roma.

può essere coadiuvato da uno o più vice-officiali (v. tribunale); e inoltre gli altri appartenenti al tribunale, cioè: promotore di giustizia (v.), il difensore del vincolo (v.), il notaio o attuario (v. NOTAIO) che non di rado è lo stesso cancelliere, CURIA (v.) e gli apparitori.

Della c. diocesana non fanno parte, sebbene partecipino al governo della diocesi, né il Capitolo cattedrale (v. CAPITOLO), né il collegio dei consultori diocesani (v. CONSULTORI DIOCESANI).

Per la storia della c. diocesana V. le voci sopra richiamate.

III. C. PALATINA. - Per questa, che è la c. dell'Ordinaro palatino, V. PALATINE, CHIESE e CAPPELLE.

IV. C. GENERALIZIA. - RELIGIONE (v.) maschili, soprattutto clericali, si suole chiamare c. generalizia l'ufficio del superiore generale, con i religiosi ivi addetti.

BIBL.: V. BIBLICA. delle singole voci sopra richiamate, e inoltre: a) per la c. romana V. BIBLICA. alla voce SANTA SEDE, c. J. B. Sigmüller, Lehrbuch des katholischen Kirchenrechts, 1. a ed., Friburgo in Br. 1934, pp. 531-40; B. Kurtscheid, Historia inri canonici, I, Roma 1941, pp. 243-51; P. Torquebiau, Curie diocésaine, in DDC, IV, coll. 961-71.

CURIA INNOCENZIANA. - Innocenzo XII, dopo aver con la costituzione Romanus Pontifex curae del 17 sett. 1692 abolito varie giudicature privilegiate e dopo aver rimesso tutte le cause ai giudici ordinari, a comodo della curia romana volle riunire i diversi tribunali di Roma in un unico edificio. A tale effetto acquistò dalla famiglia Ludovisi la fabbrica (iniziata dal Bernini) non ancora terminata ed alcune case vicine, «il tutto sito nella località di Roma, chiamata Montecitorio». Quindi incaricò l'architetto Mattia de Rossi del proseguimento dell'edificio.

Nel pianterreno risiedevano gli uffici e le cancelliere dei tribunali civili, ai piani superiori l'uditore generale della Rev. Camera apostolica, i tribunali di prima istanza, il tesoriere generale della Rev. Camera apostolica e le loro segreterie, nonché il tribunale criminale del medesimo uditore generale. Nella detta Curia furono traslocati anche gli uffici dei notari del citato uditore.

Nella loggia centrale si soleva fare ogni 15 giorni l'estrazione del lotto. Tale estrazione vi fu ripristinata da Pio VII, ritornato a Roma dopo la deportazione napoleonica. La c. i., detta così dal nome del suo istruttore, continuò a funzionare con i suoi tribunali civili e criminali fino al 1848 quando l'uditore generale della Rev. Camera apostolica cessò di avere un proprio tribunale e lasciò la c. i. anche come luogo di sua residenza. Egual sorte toccò al tesoriere generale. Nuovi inquilini e nuovi uffici più rispondenti ai tempi subentrarono ad essi nella c. i. Mons. direttore generale di polizia, ottenuto il grado di ministro e cumulati anche la carica di vice-camerlengo, ebbe concessa la residenza nella c. i. insieme con la sede dei suoi uffici. Il medesimo fu fatto nel 1853 per il ministro degli Interni e per il dicastero di Grazia e Giustizia. È sede del Parlamento dal 27 nov. 1871.

BIBL.: C. B. Piazza, Eusevolgio romano, Roma 1698, trattato 2ª, cap. 11; G. Moroni, Curia romana, in Dizionario, XIX, pp. 43 e 44; id., Uditore generale della Rev. Cam. ap., ibid., LXXXII, p. 178.