CUSMANO, GIACOMO

CUSMANO, GIACOMO. - Sacerdote, fondatore della pia «Opera del boccone del povero», n. a Palermo il 15 marzo 1834, m. ivi il 14 marzo 1888. Era medico, quando nel 1859 prese l'abito ecclesiastico; venne ordinato nel dic. del 1860. Dopo aver visto una famiglia che metteva a parte ad ogni portata un boccone per un povero, prese anch'egli a raccogliere il superfluo e distribuito ai bisognosi, fondando per questo l'associazione del «Boccone del povero», eretta canonicamente nel 1868. Dopo avere creato vari pii istituti a Palermo e in Sicilia fondò nel 1880 le Serve dei poveri (v. BOCCONE del POVERO) e poi i Servi dei poveri, laici, e, nel 1887, i Missionari servi dei poveri per dirigere le due famiglie.

BIBL.: F. P. Filippello, Notizie sulla vita e le virtù del p. G. C. e documenti su la storia del «Boccone del povero», I, Palermo 1922-24; F. Capillo, Il servo dei poveri, ivi 1938.

Mario Colpo

CUSPIDE. - Con il termine c. (o guglia, pinacolo, freccia) si designa comunemente la parte più elevata di una costruzione che termina in una punta. C. di tale specie si trovano nei monumenti medievali, e particolarmente nei campanili. Da principio

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(ple cortesia dell' Andasciata di Spagna presso la S.S.)

ebbero scarsa elevazione e forma di cono o di piramide quadrata; più tardi di piramide a base poligonale. Si costruirono in pietra o in legname ricoperto di piombo. Poco slanciate durante il periodo romanico, le c. divennero acutissime nel gotico, raggiungendo talvolta un'altezza pari a quella delle parti dell'edificio alle quali servono di terminazione. Sempre nell'architettura gotica, le c. assunsero dimensioni tanto grandi da avere finestre ampie e ornate al punto da dare loro apparenza di ricami in pietra. La decorazione delle frecce veniva spesso completata da fiori cruciformi, gattoni o foglie rampanti, collocati lungo gli spigoli. Tra le tante si ricordano le frecce traforate delle cattedrali di Straburgo e di Burgos.

Nel gotico italiano si distinguono principalmente le guglie del duomo di Milano, erette in varie epoche (la più alta che sorregge la famosa Madonna è del sec. XVIII), le quali presentano un interessante esempio di mimetismo stilistico. Tra le costruzioni moderne vanno rimembrati il pinnacolo terminale della Mole Antonelliana di Torino e quello della cupola di S. Gaudenzio a Novara, ambedue di A. Antonelli, e le c. coniche dei campanili della chiesa della Sacra Famiglia a Barcellona.

Per c. s'intende ancora più generalmente un motivo architettonico, la cui linea fondamentale è un angolo acuto. Si hanno così edifici monocuspidali, bicuspidali, tricuspidali, policuspidali, a seconda che terminano in uno, due, tre o più c.

BIBL.: E. Viollet-le-Duc, Dictionnaire raisonné de l'archi- tecture française, I, Parigi 1875, p. 11; III, pp. 1-58; V, pp. 426- 472; VII, p. 220.