DE ALEATORIBUS

DE ALEATORIBUS. - In questa omelia, che fa parte del grosso bagaglio delle opere falsamente attribuite a s. Cipriano, un vescovo, dopo un forte esordio sulla responsabilità dei pastori d'anime, bia-sima energicamente il giuoco dei dadi come sorgente d'innumerevoli mali, come invenzione del demonio, dichiarando che chi vi è dedito non merita il nome di cristiano, esortando ad affidare invece a Cristo il proprio denaro, col farne dono ai poveri della Chiesa.

L'opuscolo ha interesse storico e particolarmente ingiustico, come uno dei più antichi documenti dell'antica oratoria cristiana e del latino volgare. Il silenzio dei testimoni più antichi e le peculiarità di lingua e di stile impediscono di attribuirlo a Cipriano; caduta la prima tesi del Harnack, che l'attribuiva a s. Vittore papa, si colloca oggi fra il 260 e il 300.

BIBL.: G. Hartel, s. V. in CSEL, III, parte 3ª, pp. 92-104; P. Monceaux, Histoire littéraire de l'Afrique chrétienne, II, Parigi 1902, pp. 112-18.