DEAMBULATORIO

DEAMBULATORIO. - Per d. o peribolo o ambulacro, s'intende generalmente un corridoio anulare, che si svolge intorno all'abside spesso con-tinuando le navate minori.

In edifici a pianta centrale il d. si trova tra il muro perimetrale e il vano centrale. La chiesa del S. Sepolcro in Gerusalemme fu imitata in costruzioni circolari provviste di un d. che gira attorno a tutto il muro perimetrale dell'edificio. Analogamente nel mausoleo di Costantina o chiesa di S. Costanza a Roma il d. si svolge tra le pareti esterne e le dodici coppie di colonne che reggono gli archi sui quali poggia l'alto tamburo della cupola; anche il battistero Lateranense, presentava una cupola e un d. a vòlta, con una disposizione simile a quella

di S. Costanza. A questo stesso tipo si collegano a Roma la chiesa di S. Stefano Rotondo e a Perugia quella di S. Angelo.

Come corridoio curvilineo che si svolge intorno all’abside il d. esisteva già nelle più antiche basiliche, così a Porto e a Parenzo negli avanzi della chiesa primitiva, nei resti della basilica urbana di Salona, probabilmente del sec. IV, limitato da un parapetto semicircolare che si svolgeva intorno all’abside; a Roma, nella primitiva basilica di S. Maria Maggiore, in S. Giovanni in Laterano, in S. Lorenzo fuori le mura, e in S. Severo a Napoli, il risultava dalla stessa struttura dell’abside aperta con colonne e arcate. Così pure a Nola nella basilica di S. Felice, e nella chiesa di S. Giovanni Maggiore e di S. Giorgio Maggiore a Napoli. Più tardi si trova un d. nell’abside aperta da arcate della basilichetta di Prata presso Avellino, forse del sec. VII. In alcune costruzioni posteriori al sec. VIII l’ambulacro si sviluppa tanto da apparire come la continuazione delle navate minori; nell’età carolingia, nel S. Martino di Tours si ebbe un d. con cappelle radiali, che si aprono cioè sul d. stesso. Forse del sec. X è l’abside di S. Stefano a Verona, con ambulacro a due gallerie sovrapposte. Un ampio d. si trova nel duomo di Ivrea, edificato tra il 969 e il 1002. Assai posteriore va ritenuto il peribolo di S. Sofia a Padova, dove l’abside è interamente aperta da nicchie.

Nel periodo romanico questo motivo architettonico in Italia fu usato solo saltuariamente, mentre in Francia prese forme complesse, specialmente con l’aprirsi di cappelle a raggiera sul d. Queste cappelle, in Italia, si trovano nella chiesa dell’abbazia benedettina di S. Antimo in Toscana, sotto influenze straniere, e ancora soltanto in S. Maria a Pié di Chienti (Marche), alla S. Trinità di Venosa, nel duomo di Acerenza e nel duomo di Aversa, dove però il d. presenta vòlte a costoloni, diverse perciò da quelle dei d. coperti da vòlte a crociera.

In Francia il d. si riscontra in un gran numero di chiese romaniche. Tuttavia non si trova che raramente nelle scuole provenzale, germanica e normanna. Per lo più sul d. si aprono le cappelle absidali, ma si trovano anche d. senza cappelle e cappelle che si aprono direttamente sull’abside, senza il d. (questo disposizione si potrebbe fare risalire a costruzioni romane, quali il Pantheon e il Ninfeo della villa Liciniania). Nel periodo gotico il d., sempre sviluppatissimo fuori d’Italia, appare frequentemente anche da noi; lo si trova nella chiesa francescana di S. Lorenzo Maggiore a Napoli, costruito sotto influssi francesi e nel S. Francesco di Bologna che ha intorno all’abside un peribolo con nove cappelle radiali. Peribolo absidale con cappelle raggianti è anche nel S. Antonio di Padova; abside con d. presenta pure il duomo di Milano.

Nelle chiese fornite di ambulacro e absidi raggiate, il coro raggiunge un grande effetto, che all’esterno diviene ancora più grande per il modo col quale vengono a disporsi le varie parti che lo componono, e per l’eleganza della decorazione, più ricca che nell’interno. Così nelle chiese di Notre-Dame-du-Port a Clermont Ferrand, nella chiesa di Orcival, nel S. Saturnino di Tolosa, ecc.

Dopo il periodo gotico il d. scompare insieme alle altre particolarità degli edifici romanici e gotici. A Roma nel Seicento si trova affatto eccezionalmente un d. nella chiesa nazionale lombarda dei SS. Ambrogio e Carlo al Corso, forse dovuto a un ricordo del duomo di Milano.

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(da Tovara, Storia dell'arte italiana, II, p. 27, 29. 67) Deambulatorio - Abside della chiesa di S. Fede con d. (sec. 20). Conques.

BIBL.: G. Dehio-G. V. Bezold, Die kirchliche Baukunst des Abendlandes, Stoccarda 1892-1901, passim; R. De Lasteyrie, L’architecture religieuse en France à l’époque gothique, Parigi 1926; P. Toscana, Storia dell’arte it., I, II medioevo, Torino 1927, passim; P. Enlart, Manuel d’archéologie française, parte 1, Architecture religieuse, t. I, 3a ed., Parigi 1927; R. De Lasteyrie, L’architecture religieuse en France à l’époque romane, 2a ed., Parigi 1929; V. Golzio, Architettura bizantina e romanica, Milano 1939.

Vincenzo Golzio