Frequento la Scuola militare di Modena, donde uscì, nel ’65, sottotenente di fanteria per partecipare l’anno successivo alla guerra contro l’Austria. Nel 1867 dirigeva a Firenze il giornale L’Italia militare, pubblicandovi i Boszetti, raccolti poi in volume (La vita militare, Milano 1868). Il Manzoni, del quale De A. ambì sempre considerarsi discepolo, lo incoraggiò nella carriera delle lettere. Con le Novelle (Firenze 1872) e i Ricordi del 1870-71 (ivi 1872) il De A. confermò le sue qualità di narratore dal corto anelito ma dalla chiara visione.
Tra il 1870 e l’80 affettuò in Spagna, Olanda, Marocco, a Londra, Costantinopoli, Parigi, viaggi descritti poi in libri di vivaci impressioni. Al mediocre volume di Poesie (Milano 1880) fece seguire una raccolta di profili (Gli amici, 2 voll., ivi 1883). Ma il suo libro più noto è Cuore, edito a Milano nel 1886.
Su uno schema diaristico il De A. costruisce un racconto variato e avvincente, che ritrae la vita di una scolaresca, pretesto per saggiare il clima morale delle famiglie, studiare i caratteri dei giovanetti, le loro reazioni reciproche e in rapporto agli adulti, moraleggiare attraverso le vie del cuore. L’opera non esente da difetti (fra cui la quasi totale assenza dell’idea religiosa) più di tutte le altre testimonianze l’importante funzione sociale e nazionale svolta dal De A. nel tentativo di delineare l’essenza e i limiti della borghesia italiana in un periodo delicato della vita del Paese. Nel 1891, fuori del campo della politica attiva, il De A. aderì al socialismo come ad una fede nel progresso per l’elevazione della umanità.