DE MONTIBUS SINA ET SION

DE MONTIBUS SINA ET SION. - Scritto falsamente attribuito in alcuni manoscritti a s. Cipriano. L'opera cerca di spiegare il contrasto apparente fra Ex. 2, 3: « Da Sion verrà la legge » e la legislazione sul Sinai.

Il monte Sion è celeste, il monte Sinai è terreno, il primo rappresenta il Nuovo, il secondo il Vecchio Testamento. L'opera è scritta in latino volgare e contiene parecchie inesattezze (Sinai in Palestina, cap. 3). La dottrina cristologica è molto primitiva. Che l'autore abbia conosciuto gli scritti di s. Cipriano non sembra sicuro (contro H. Koch, Cyprianische Untersuchungen, Bonn 1926, p. 421 sg.), l'origine in epoca pre-ciprianea non è da escludere, ma il suo luogo non si può fissare. L'argomentazione è quella degli scritti antigiudaici.

BIBL.: Per il testo pubblicato nella ed. Hartel, S. Cypriani Opera, in CSEL, III pp. 104-19, cf. anche G. Mercati, D'alcuni nuovi iussidi per la critica del testo di S. Cypriano, in Opere minori, III (Studi e Testi, 77), Città del Vaticano 1937, p. 195 sgg.; Ad. Harnack, in Texte und Untersuchungen, 20, III, Lipsa 1900, pp. 135-47; C. H. Turner, in The Journal of Theol. Studies (Cambridge 1906), pp. 597-600 (scritto a Roma); P. Corssen Ein theologischer Traktat aus der Werdezeit der kirchlichen Literatur des Abendlandes (Die pseudo-cyprianische Schrift: De mont. S. et S.), in Zeitschr. für die neustamentliche Wiss., 12 (1911), pp. 1-36. Erik Peterson
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“DE MONTIBUS SINA ET SION.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 834. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/de-montibus-sina-et-sion.