DE PROMISSIONIBUS ET PRAEDICATIONIBUS DEI. - Opera falsamente attribuita a Prospero d'Aquitania, benché già Cassiodoro (Institutiones divinarum litterarum: PL 70, 1111) conosca questo nome d'autore. Dal contesto dell'opera risulta che l'autore non è un Gallo, ma un Cartaginese, trasferitosi nella Campania al tempo del papa Leone.
Queste circostanze di tempo e di luogo raccomandano l'attribuzione a Quodvultdeus, vescovo di Cartagine ed esiliato in Campania. L'autore parla di 153 profezie (secondo il numero dei pesci in Jo. 21,11) su Cristo e la Chiesa, dimostrando che una parte di esse s'è già avverata e che il resto s'avvererà nell'avvenire. Il libro è importante anche per la storia della Bibbia latina.