DE PUNIET DE PARRY, PIERRE. - Liturgista e monaco benedettino, n. a Rochefort-sur-Mer il 24 marzo 1877, m. ad Oosterhout (Olanda) il 4 apr. 1941. Entrato giovanissimo nell’abbazia di Solesmes, vi professò l’8 dic. 1895. Ordinato sacerdote (23 marzo 1901), passò a Farnborough, quindi a Quarr Abbey (Inghilterra), dove studiò alla scuola di insigni liturgisti, quali F. Cabrol, H. Leclercq, M. Férotin.
L. Gougaud, A. Wilmart. Poi, attratto dal fratello dom Jean De P., più tardi (1910) abate di Oosterhout, si recò in Olanda, dove rimase per tutta la vita, incaricato prima dell’insegnamento dell’apologetica, e dal 1917 alla morte come maestro dei novizi.
Nel campo scientifico il D.P. si dedicò particolarmente allo studio della liturgia e della paleografia. Esordì con ricerche sui primi riti della Chiesa, l’iniziazione cristiana, il Battesimo e la Confermazione (La liturgie baptismale en Gaite avant Charlemagne, in Revue des quest. histor., 72 [1902], pp. 382-423; Oration et Confirmation, in Revue d’hist. eccl., 13 [1912], pp. 450-66; Confirmation, in DACL, III, 11, coll. 2575-2644; Le don de l’Esprit Saint et la Confirmation, in La vie et les arts liturg., 10 [1923-24], 354-63). Sulla liturgia battesimale ritornò gli anni seguenti: Les trois homélies catéchétiques du Sacramentaire glésien, in Revue d’hist. eccl., 5 [1904], pp. 505-21, 755-86; 6 [1905], pp. 15-32, 304-18; Aperitio aurium, in DACL, I, 11, coll. 2523-37; Baptême, ibid., II, 1, coll. 251-346; Bénédictions de l’eau, ibid., II, 1, coll. 685-713; Catéchuménat, ibid., II, 11, coll. 2579-2621, e parecchi altri studi apparsi nell’anno 1923-24 in La vie et les arts liturgiques. Ma l’opera più vasta e importante del D. P. è Le Pontifical roman. Histoire et commétaires (2 voll., Parigi 1930-31; trad. tedesca, Klosterneuburg 1935), che, sebbene abbia dato luogo a qualche riserva (cf. Ephrem. lit., 45 [1931], pp. 421-23 [C. Mohlberg]; Rev. des sciences relig., 10 [1931], pp. 334-37 [M. Andrieu]), rimane, nell’insieme, un lavoro di primo piano per la storia del Pontifical romano. D’altro genere e d’altro valore sono i due volumi di commento al salterio (Le psautier liturgique à la lumière de la tradition chrétienne, Parigi 1933-35), in cui domina l’animo ascetico e pio dell’autore. Nel campo della paleografia l’attenzione del D. fu attratta prima dal Codex 60r di Lucca (cf. Paléographie musicale, IX, prefaz., 1905); vennero poi i lavori su Le nouveau papyrus liturgique d’Oxford, in Rev. bénéd., 26 [1909], pp. 34-51; su Le Sacramentaire glésien de la collection Phillips (in Ephrem. lit., 43 [1920], pp. 91-109, 280-303; 45 [1931], pp. 116-23; 46 [1932], pp. 375-95); e infine l’ultimo fondamentale lavoro su Le Sacramentaire romain de Gellone apparso prima sulle Ephrem. lit. dal 1934 al 1938, poi in volume a parte (Roma 1938). La rassegna completa dell’attività scientifica del D. dev’essere integrata con buon numero d’altri articoli pubblicati su DACL, Ephemerides Liturgicae, La vie et les arts liturgiques, Vie spirituelle e nei Cours et conférences des Semaines liturgiques di Lovanio. Chiarezza d’intelligenza e grande erudizione sono le doti che spiccano in tutta la produzione scientifica del D. P.