DEUS IN ADIUTORIUM. - Secondo verset-tod del Ps. 69 molto apprezzato dagli antichi cristiani. Giovanni Cassiano (Collationes, 10, 10: PL 49, 842) lo raccomanda come preghiera giaculatoria contro le tentazioni, in tutte le condizioni tristi o liete della vita, specialmente prima di cominciare un'opera o l'orazione. Cassiodoro (In Ps., 69) dice che i monaci lo ripetevano tre volte: "quidquid monachi assumpserint, sine huius versiculi trina iteratione non inchoent"; secondo la Regula di s. Benedetto (cap. 18) lo si dice al principio di ogni ora canonica per chiedere a Dio la grazia di una buona ed efficace preghiera. Che s. Gregorio Magno lo abbia prescritto nell'Ufficio romano, dove si dice ancora al principio di ciascuna ora canonica, non è sicuro. Lo si dice anche prima del Battesimo degli adulti, della consacrazione d'una chiesa, di un altare.
DEUS IN ADIUTORIUM
Bibl.: C. Callewaert, De Breviarii Romani liturgia, 2a ed. Bruges 1939, p. 148 sq.; Ph. Oppenheim, 'Notionen liturgiae fundamentales', Torino-Roma 1941, p. 343; F. Cabrol, S. V. in DACC, IV, coll. 698-99. Filippo Oppenheim