DEMONOLOGIA. - La d. studia le credenze intorno agli spiriti o dèmoni. I primitivi immaginano che ogni cosa viva in quanto dotata di uno spirito animatore; e fanno risalire a spiriti o ad anime, come quelle vaganti dei defunti, tutti gli effetti di cui non si afferra apertamente la causa. Inoltre l'attribuzione agli spiriti di una straordinaria e misteriosa forza, che ingenera sempre nell'animo timore riverenziale, ha fatto sì che essi siano stati introdotti in qualità di dèmoni nell'ambito della religione, ove hanno finito, accanto agli dèi, per diventare gli intermediari tra questi e l'uomo.
Molti dèmoni sono di origine umana, essendo le anime dei defunti restate sulla terra, fuori dell'Adel. Tali le anime degli eroi, protettori di un popolo, di una città, che si credeva dimorassero accanto alla loro sepoltura, spesso sotto la forma di un serpente, l'animale che dimora nel sottosuolo.
Generalmente le anime degli insiepolti o dei morti per violenza vagano sulla terra fastidiose ai vivi, specie a chi fu causa della loro disgrazia. Tra i Greci le Erinni erano le anime degli uccisi, desiderose di vendetta, divenute in seguito furie infernali vindici del parricidio e dello spergiuro.
Gli spiriti sono invisibili avendo un corpo formato da sottile materia, come l'aria, il vapore, ecc., e vivono liberi, pur essendo talvolta congiunti ad un oggetto della natura. Nel mostrarsi assumono le forme spesso indeterminate e confuse di giganti, nani, corpulenti, magri, ecc.
In quanto alla dimora i dèmoni riempiono della loro presenza gli elementi, ma soprattutto preferiscono i luoghi lontani dall'abitato, in fondo alle valli o sulle montagne, nel fondo delle foreste o nelle aree dei deserti. I demoni possono essere qualche volta benefici agli uomini; in questo caso le stesse Erinni si dicevano Eumenidi. Ma generalmente i dèmoni cercano di nuocere

Demonio - S. Michele arcangelo che uccide il d., di A. Algardi (sec. xvir) - Bologna, musco Civico.
all'uomo, oscurando il sole e la luna, producendo le burrasche, le tempeste, le inondazioni, i terremoti, la siccità, le carestie, le malattie e la morte degli uomini e degli animali; si può dire che ogni disgrazia ha il suo dèmone speciale. A volte uno o più spiriti ossessano il corpo di un individuo, togliendogli ogni libertà d'azione. L'esistenza dei dèmoni è stata invocata a spiegare molti fatti fisici, oltre a risolvere il problema dell'origine del male, che nello stadio polidemonistico veniva attribuito agli spiriti cattivi. Nel politeismo il bene è stato riservato agli dèi, il male ai dèmoni, in continua lotta con i primi.
In Grecia, dèmoni passarono nella filosofia, specie stoica e neoplatonica, come esseri razionali intermediari tra gli dèi e gli uomini. Anche alcune religioni monoteistiche hanno accolto la d., nel modo e nella misura in cui essa è compatibile con l'idea di un Dio unico.