DEMETRA. - Dea greca. Per Omero ed Esiodo è la dea dei contadini, dei campi e delle messi; suo dono è il pane, le sono sacri i lavori campestri. Esiodo la dice figlia di Crono e Rea. Ambedue i poeti ricordano il suo amore per Iasione, da cui ebbe Plutone (la ricchezza), e i rapporti con Zeus, padre di Persefone. Nel culto D. è strettamente collegata con la figlia, spesso sono indicate con l'appellativo «le due dee», «le venerande», ecc. Base del culto è il ratto di Persefone, tema fondamentale dell'inno omerico a D.: Ade, invaghito di Persefone, la rapì; D. afflitta vagò per il mondo alla sua ricerca. Giunta a Eleusi, prese l'aspetto di una vecchia e divenne nutrice di Demofonte, figlio del re, ma sorpresa dalla madre mentre lo teneva sul fuoco per conferirgli l'immortalità, le si rivelò comandandole di istituire in suo onore dei riti che le avrebbe rivelato. Intanto Ade promise di rimandare Persefone alla madre per una parte dell'anno e D. rese la fertilità alla terra divenuta deserta.
Questo mito, che è il centro del culto eleusino, è per alcuni studiosi preellenico, per altri in esso si riunirebbero tre miti, due preellenici ed uno greco. Si tratta di supposizioni, perché non è certo che il fabbricato mi-ceneo al disotto del Telesterio di Eleusi fosse già allora adibito al culto. Numerose città in Arcadia ricercavano leggende relative alle peregrinazioni di D. Specialmente in Arcadia si avevano molti e strani culti di D.: a Thel-pusa figlio di D. sarebbe stato un cavallo; a Figlia il simulacro della dea aveva testa equina e il mantello di Despoina (Persefone), aveva figure animalesche in parte e in parte umane.