DEFISSIONE

DEFISSIONE. - Da de-figere «fiscal sorto» (in gr. κατάδεσμος, da καταδεῖν «legare sotto») è l'azione magica che intende procurar danno altrui mediante una formola esecratoria diretta a potenze infernali e malefiche. Questa formola viene scritta su una laminetta di piombo avvoltolata e tenuta ferma con un chiodo o altra legatura e introdotta in un buco del terreno, in una tomba, in una fonte termale, luoghi ritenuti in comunicazione con il mondo inferno.

Ve ne sono di latine, greche, osche, etrusche, in numero superiore a 500, e sono scritte talora in lingua ignota allo scrivente perché, come misteriose, sono considerate di maggior efficacia; talora contengono una accozzaglia di lettere o frasi che non danno senso e sono adottate per la stessa ragione. Della persona che si vuol danneggiare viene precisato il nome, il soprannome e la discendenza materna (mater semper certa) e il male a cui si vuole condannarla (H. Dessau, Inscr. lat. sel., 8748). Talora con la tabella si vuole ottenere un amore fino alla non corrisposto (ibid., 8756) o impedire altrui un amore corrisposto (ibid., 8757). Vi sono anche d. contro i cavalli da corsa della fazione avversaria, singolarmente nominati, affinché non spostino, non sentano il freno, girino male, cadano e perdano la gara (ibid., 8754).

Le lamine di d., tutte di origine popolare, hanno interesse anche linguistico per le particolarità che presentano sia di lingua sia di ortografia.

BIBL.: I testi delle d. greche e latine sono raccolte in R. Wunsch nell'appendice al Corp. inscr. Attic., Berlino 1897; F. W. K. Dittenberger, Syll. inscr. Graec., Lipsia 1820, p. 333; A. Audollent, Defixionum tabellae, Parigi 1904; H. Dessau, Inscr. Lat. selectae, Berlino 1906, pp. 996-1000, nn. 8746-87; R. Wunsch, Antike Fluchttafeln (Kleine Texte, 20), Bonn 1912, Studi: E. Cautani Lovatelli, Le lamine magiche di esecrazione, in Nuova Antologia, sett. 1903, pp. 188-96; M. Jeanneret, La langue des tablettes d'excoration latine, in Revue de philologie, nuova serie, 41 (1917), pp. 5, 153; 46 (1922), pp. 4-25; Kunehrt, Defixio, in Pauly-Wis-sowa, VIII, coll. 2373-77.