DEMETRIADE

DEMETRIADE. - Vergine romana e discepola di Girolamo, figlia del console e senatore Olibrio, della famiglia dei Probi, e di Giuliana, della famiglia Anicia, n. tra la fine del sec. IV e l'inizio del sec. V. Cartagine, durante l'invasione dell'impero da parte dei Goti, s'accattivò l'ammirazione e la benevolenza di tutti per la sua bellezza e le rare virtù morali. Era sul punto di abbracciare lo stato matrimoniale quando, avendo ascoltato un discorso di s. Agostino sui pregi della verginità, decise di consacrarsi interamente a Dio. Allora S. Girolamo, dietro invito della madre e della nonna Proba, le indirizzò una lettera, onde confermarla nella via intrapresa e prevenirla dei pericoli che avrebbero messo a dura prova il suo proposito.

Oltre Agostino e Girolamo, anche il papa Innocenzo I e Pelagio, non ancora aperto sostenitore delle sue idee eterodose, le indirizzarono vari scritti. Ben presto l'esempio di D. fu seguito da molti dei suoi congiunti e dei suoi servi, cosicché la sua casa si mutò in un monastero domestico. Con il mutare degli eventi fece ritorno a Roma, per-servando sempre nel proposito ascetico e beneficando tutti. Sotto il pontificato di s. Leone (440-61) edificò a sue spese la basilica di S. Stefano sulla via Latina. È questa l'ultima notizia certa che abbiamo di D.

BIBL.: S. Girolamo, Ep. CXXX: PL. 22, coll. 1107-24; Baronio, Annales, a. 1593; G. Grützmacher, Hieronymus, Lipsia 1901, passim; F. Cavallera, S. Jérôme, I. Lovano 1922, p. 322; H. Grisar, Roma alla fine del mondo antico, I, 3ª ed., Roma 1943, p. 378. Emanuele Romanelli