DIANA d'ANDALÒ, beata. - Domenicana, n. ca. il 1200, m. a Bologna il 10(?) giugno 1236. Figlia di Andrea (Andalò) e nipote di Pietro Lovello, D. frequentò dal 1218-19 le prediche dei Domenicani a Bologna, conobbe s. Domenico nelle cui mani emise un voto, probabilmente di farsi monaca. Il vescovo rifiutò la fondazione del monastero nelle vicinanze di Bologna. D. si rifugiò il 22 luglio 1221 al monastero delle Canonichesse di Ronzano donde i parenti la rapirono, causandole nel trambusto la rottura di una costola. S. Domenico le scrisse alcune lettere. Di nuovo a Ronzano (nov. 1222-giugno 1223), D. con altre 4 suore ebbe l'abito il 29 giugno 1223, dal b. Giordano di Sassonia a S. Agnese di Bologna. Nella sua fondazione D. non fu mai priora, ma madre spirituale fra 50 monache. Dal 1222 al 1235 corre il prezioso epistolario di Giordano a D. Le lettere di D. sono perdute. Leone XIII confermò nel 1891 il culto di D. insieme a quello di Cecilia e Amata dello stesso monastero.
DIANA D'ANDALÒ, BEATA
BIBL.: G. B. Melloni, Atti e memorie degli uomini illustri in santità morì in Bologna, I, Bologna 1773, pp. 194-255, 393-88; Acta SS. Iunii, II, Parigi 1867, pp. 357-63; H. Cormier, La b. D. d'A. et les bb. Cécile et Aimée, Roma 1892; H. Ch. Scheeben, Beiträge zur Gesch. Jordans V. SACHS, HANS, Vechta-Lipsia 1938, pp. 83-95 (con bibliogr.). Angelo Walz
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“DIANA D'ANDALÒ, BEATA.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 900. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/diana-d-andalo-beata.