DIANA, ANTONIO. - Teatino, n. a Palermo nel 1585, m. a Roma il 20 luglio 1663. È tra i più noti teologi moralisti, per quanto tendente al lassismo (s. Alfonso, Theologia moralis, VI, 257: ed. L. Gaudé, III, Roma 1909, p. 242). Visse prevalentemente a Roma, dove fu esaminatore dei vescovi sotto tre papi.
Sua opera capitale, sono le Resolutiones morales (Lione 1629-59), molto disordinate; riordinate col titolo di A. D. coordinatus furono pubblicate a Lione (1667). Tratte 28.000 questioni, ridotte in successive edizioni fino ai brevi compendi che vanno sotto il nome di Summariens summae Dianae (Venezia 1648 ecc.).
Altra opera: De primatus solius b. Petri (Roma 1647). In postume apologie lo si volle scagionare dal lassismo (anon., Antonius D., dogmaticus, Napoli 1697, con apologia), ma contro stanno tra l'altro le sue relazioni con il Caramuel (Bibl. Vaticana, Cod. Vat. lat. 10446, ff.227-232).