DIOGNETO, EPISTOLA a. - È conosciuto un manoscritto solo (di Strasburgo, distrutto nel 1870, una volta in possesso dell'umanista Reuchlin) che conteneva fra opere spurie di Giustino l'Epistola a D.
L'opera, che non era conosciuta né da Eusebio, né da Fozio, dà una risposta alle domande, perché i cristiani non seguono la religione pagana o giudaica, in che cosa consiste la religione cristiana e perché essa si è presentata così tardi nel mondo. L'operetta scritta in stile elegante, omiletico-retorico (per la fine del cap. 9, V. Elio Aristide, 32, 2), è stata molto ammirata (specialmente la descri- zione della vita cristiana nei camp. 5 e 6) ma ha sollevato, anche non pochi problemi critici. Nel cap. 7, 7 c'è una lacuna (forse un foglio intero si è perduto) e gli odierni camp. 9 e 10 sono il finale di un'altro scritto (di Ippolito?). Anche dal punto di vista dottrinale l'opera sorprende per il carattere sistematico della dottrina della Grazia e della giustificazione (quasi di sapore protestante, cap. 9, 3 sg.). Mentre molti sono disposti ad attribuire l'Epistola del- l'Anonimo (Giustino non può essere l'autore) al sec. II-III, altri hanno pensato ad un'epoca posteriore e A. Donald- son ha supposto che sia il falso di un umanista. Un giu- dizio definitivo non è possibile. Il tentativo di Andriessen di vedere nell'Epistola l'Apologia perduta di Quadrato non sembra riuscito. L'attribuzione del manoscritto di Stra- sburgo al sec. XIII-XIV non è assicurata.