ECCARDO (ECKEHART, AYCHARDUS)

ECCARDO (ECKEHART, Aychardus). - Scolastico e predicatore mistico domenicano, n. a Hochheim presso Gotha ca. il 1260, m. tra il 22 febbr. 1327 e il 27 marzo 1329.

Discendente dai nobili di Hochheim, domenicano a Erfurt, E. studiò a Strasburgo e Colonia. Tra il 1290 e il 1298 priore a vicario in Turingia, scrisse la Rede der Unterscheidung. All'Università di Parigi conseguì il magistero (Meister E.), insegnò, disputò e predicò. Primo provinciale della provincia di Sassonia nel 1303, fu dal Capitolo generale del 1307 nominato anche vicario di Boemia. Eletto, nel 1310, provinciale di Germania, ma non confermato, fu mandato di nuovo a Parigi per insegnarvi (1311-1313). Se E. consacrò gli anni migliori all'amministrazione, non tralasciò mai di scrivere (Buch der göttlichen Trüstung per la regina d'Ungheria; Quaestiones, ecc.) e di predicare. Questa era la sua vocazione. Nel 1313 si trova a Strasburgo. Molti i suoi sermoni, tramandati in «reportationes» di uditori e uditrici. Il pensiero formato nella scuola si effuse in prediche d'alto pregio dinanzi al clero, al popolo, alle beghine ortodosse e soprattutto dinanzi alle comunità religiose, specialmente domenicane che ebbero in Strasburgo 7 monasteri. Percorse pure altre

contrade alemanne e bavaresi. Incaricato dal maestro generale, visitò nel 1322 il monastero d'Unterlinden, segno probabile che stava ancora a Strasburgo. Poi visse a Colonia. Nel 1325 il Capitolo generale di Venezia ammonisce certi predicatori tedeschi d'astenersi dal proporre temi che si prestano a malintesi o errori. Nel 1326 da parte avversa fu intentato un processo contro E. dinanzi all'arcivescovo di Colonia. Due commissari tra i quali un francescano estrassero 49 tesi da scritti e sermoni d'E., il quale il 26 sett. 1326 presentò una giustificazione. Dopo una seconda lista di 59 proposizioni rimproverategli, E. il 24 genn. 1327 s'appellò al Papa e il 13 febbr. sotto condizione ritrattò nella chiesa dei Predicatori a Colonia, recandosi poi ad Avignone, ove una commissione riguardò le tesi estratte a Colonia (cotum Avenioneuse) e Giovanni XXII, benché con riguardo per la persona d'E., condannò, nella bolla In agro dominico del 27 marzo 1329, 28 proposizioni nel senso oggettivo, dichiarandone 17 intinte d'eresia e 11 malsonanti o sospette (Denz-U, 501-29).

Le opere tedesche sono: le Prediche (110), i Trattati (18, tra cui Rede d. Unterscheidung, Buch d. göttl. Trästung), i frammenti (68 [69], Sprüche) editi da F. Pfeiffer (Lipsia 1857; ristampa ivi 1924), da H. Büttner (2 voll., Jena 1917), da W. Lehmann (2 voll., Gottinga 1919), da F. Schulze-Maizier (Lipsia 1936). Ci sono poi altre edizioni della Rede (Monaco (1922), del Buch (Berlino 1933), ecc. Nell'edizione della Deutsche Forschungsgemeinschaft, J. Quint ha pubblicato finora un volume di prediche (Stoccarda-Berlino 1936). Cf. anche Die deutschen V. lateinischen Werke, Untersuchungen, I, a cura di J. Quint (ivi 1940) e A. Faggin, M. E., pp. 65-68, 373-77.

Opere latine sono la Collatio in libros Sententiarum, Tractatus super oratione dominica (ca. 1298), le questioni Utrum in Deo sit idem esse et intelligere, Utrum laus Dei in patria sit nobilior eius dilectione in via. Il Sermo die b. Augustini Parisiis habitus (ca. 1302-1304), le questioni Utrum aliquum motum esse sine termino implicet contradictionem, Utrum in corpore Christi martentis in Cruce remanierint formae elementarum (ca. 1311-14), parti dell'Opus tripartitum (ca. 1314-33), Responsio mag. Echardi

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(da A.F.W. Jackson, Persia Past and Present, Nueva York 1995)

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“ECCARDO (ECKEHART, AYCHARDUS).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 40. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/eccardo-eckehart-aychardus.