ELETTROTECNICA. — Dopo la scoperta dei fenomeni elettromagnetici, elettrotermici e elettrochimici nessuno poteva dubitare della possibilità di notevoli applicazioni pratiche delle correnti elettriche, ma certamente nessuno avrebbe osato pensare che esse prendessero in un secolo le proporzioni attuali.
Data la impossibilità di scendere i particolari, si accennava solo sommariamente quali siano i caratteri salienti dell'attuale tecnica dell'elettricità.
I. PRODUZIONE INDUSTRIALE DELLE CORRENTI ELETTROTECNICHE
Per quanto sorprendente e utile allo sviluppo dell'elettrologia, la produzione delle correnti elettriche per mezzo delle pile, anche le più perfezionate, risultava troppo limitata, incomoda e costosa per poter essere diffusamente impiegata. Perciò subito dopo la scoperta dei fenomeni di induzione elettromagnetica che permettevano di produrre correnti elettriche per altra via si impose il problema di quella realizzazione di scala induzionali. I primi apparecchi, ancora di potenza limitata, si sono costituiti da circuiti con i quali si facevano connessamente alternativamente linee di forza emananti da magneti permanenti, posero in evidenza la possibilità di una soluzione del problema, ma nello stesso tempo ne rilevarono la difficoltà. Le correnti che si potevano in tal modo produrre, oltre che ancora troppo esigue, risultavano alternata e praticamente non si potevano usare che per dare le cosiddette scosse elettriche, talora a scopo terapeutico, ma più sovente come divertente novità.Solo nel 1860 A. Pacinotti riuscì a costruire la prima macchina che, ulteriormente perfezionata, avrebbe potuto fornire automaticamente una corrente continua. Tecnicamente il problema poteva considerarsi risolto, ma solo dopo ca. un decennio si ebbe la prima generatrice macchina industriale di corrente elettrica (dinamo elettrica) costruita in Francia, ma funzionante in base al principio di Pacinotti.
Ora generatrici di correnti continue di potenze di migliaia di HP e di tensioni anche assai elevate (migliaia di volt) si costruiscono secondo vari criteri in tutto il mondo.
Ma anche in questo settore della attività umana si verificò una curiosa rivoluzione. Le correnti alternate (che invertono il loro senso periodicamente), che si sarebbero potute produrre anche in notevoli proporzioni assai prima delle correnti continue, e che si credettero poco o punto utilizzabili praticamente, ora sono invece quelle di gran lunga più diffuse, mentre le correnti con-
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preferita (p. es., per la trazione ferroviaria e tranviaria) si impiegano i cosiddetti convertitori, macchine complesse che alimentate da correnti alternate producono correnti continue alle tensioni di utilizzazione.
A questo punto è interessante osservare che gli anzidetti processi risultano convenienti solo perché il rendimento (cioè il rapporto fra quanto si spende e quanto si ricava) delle trasformazioni elettromagnetiche è elevatissimo rispetto ad altre trasformazioni in altri campi della fisica. Mentre, p. es., i rendimenti delle macchine che trasformano energia termica in energia meccanica (motori termici) si aggirano tra il dieci e il trenta per cento, quello delle analoghe macchine che trasformano energia elettrica in energia meccanica o viceversa può esser superiore al novanta per cento, il signor più elevato quello dei dispositivi che trasformano energia elettrica da una ad altra sua forma. I trasformatori statici poi possono raggiungere anche rendimenti del novantanove per cento.
Il, L'UTILIZZAZIONI ELETTROTICHE DELLE CORRENTI. Queste applicazioni che si sono iniziate nelle modeste proporzioni di argentature o dotature o della galvanoplastica di qualche medaglia hanno assunto ora proporzioni enormi. Tutto il rame che impiega nei sempre più difficili macchinari e impianti elettrici viene raffinato, cioè riprodotto elettroliticamente. Tutto l'alluminio, buona parte della soda, degli ipocloriti che producono nel mondo e innumerevoli altri prodotti chimici sono preparati attraverso procedimenti elettrolitici. Non è quindi esagerato dire che una notevole parte dell'energia elettrica che si produce viene assorbita dalle industrie elettrochimiche.