EMBRIOLOGIA. - Considerata in senso stretto l'e. dovrebbe trattare dello sviluppo dell'organismo sino che questo è contenuto nelle membrane dell'uovo e non è capace di condurvi vita libera, cioè sino a quando trae il suo fabbisogno energetico dal materiale dell'uovo stesso. Ma in pratica l'e. si occupa anche della fase successiva sino al raggiungimento della condizione definitiva dell'adulto. In questa fase l'organismo può superare diverse condizioni di esistenza quali sono rappresentate dagli stadi larvali (anche diversi successivi e viventi in ambienti diversi) o da quelli del feto degli animali vivipari, in cui il figlio prende rapporti con la madre, e dagli stadi giovanili in cui, pur assomigliando all'adulto, continuano i processi dell'acerescimento e dello sviluppo organico.
L'e. può essere espressione dello studio dello sviluppo di un singolo organismo come dello studio comparativo dello sviluppo di diverse specie (e. comparata); può preoccuparsi solo della struttura (e. descrittiva) come della funzionalità dei diversi organi durante la loro onto-

(per cortesia del prof. A. Stefanetti)

luppo (Archiv für Entwicklungsmechanik der Organismen) da parte di Guglielmo Roux, e proseguito sino all'ora attuale da moltissimi studiosi tra cui primeggiarono i nomi di Driesch, Spemann, Harrison.
Particolarmente nella e. studiata con questo metodo si sono manifestate le due opposte tendenze dello spirito degli studiosi: la meccanicistica e la vitalistica. Così, mentre il meccanicista vede nello sviluppo una sequenza di reazioni determinate da fattori causali di natura chimica e fisica con un processo eminentemente epigenetico, il vitalista vede nello sviluppo l'estrinsecazione di una potenzialità totale già contenuta nell'uovo e che si mette in atto secondo un cammino precedente e con un fine stabilito. Tuttavia il vitalista moderno non concepisce il preformismo quale era ritenuto dagli antichi ovisti o animalculisti del '700 che ritenevano l'individuo già completamente formato nell'uovo o nello spermio, ma piccolissimo e suscettibile solo di un accrescimento, paragonabile ad un rigonfiamento, ma ritiene preesistente la potenza di questo futuro individuo ovvero la sua entelechia, nel senso dato da Driesch a questa parola aristotelica, ovvero di quella potenzialità che rende diverse due uova, apparentemente simili, quanto sono diversi i rispettivi adulti da queste originati. L'apparente incolmabile dissidio di queste due tendenze è oggi superato in quel che riguarda il « modo » con cui avviene lo sviluppo e anche il vitalista che accetta il concetto di un intrinseco principio vitale, animante la materia, è convinto che tale potenza si estrinseca mediante uno sviluppo epigenetico per cui ogni stadio dello sviluppo è relativo ed influenzato da fattori che sono venuti ad individuarsi nello stadio precedente. Pertanto l'e. sperimentale dà molti esempi di possibilità di modificazione del corso dello sviluppo se vengono comunque alterati questi fattori. Molte anomalie dello sviluppo, che vanno dalle mostruosità per iperformazione, per duplicazione ecc., ai fratelli siamese, alla condizione fisiologicamente normale dei gemelli monovulari, sono perfettamente spiegate con la loro riproduzione sperimentale (vedi ANIMAZIONE).
(per cortesia del prof. A. Stefanetti)
EMBRIOLOGIA - Embrioni umani (dalle tavole di His). I numeri indicano l'età in giorni.
Il fatto che da un uovo si siano potuti ottenere due e più embrioni, e quindi individui completi, sembrò la migliore documentazione contro l'idea proformista e l'idea di potenza, che ne è il suo moderno esponente. Ma queste esperienze non distruggono affatto tali concetti, anche se moderni autori vogliono tradurre troppo facilmente fenomeni della vita in pure espressioni chimiche e fisiche. Le alterazioni più o meno profonde che l'esperienza provoca stanno invece a dimostrare (come, ad es., la produzione di più individui da un sol uovo) la manifestazione di questa potenza che tende, anche nelle alterate condizioni sperimentali (o accidentali, nei casi che si verificano anche in natura), reagendo a tali fattori abnormi, ad estrometcare, nel modo che la materia lo consente, quel « tutto » che è in potenza nell'uovo (concezione olistica dello sviluppo). L'uovo, dopo che è stato strozzato dal filo di seta dello sperimentatore, dimostra come le sue due metà, rese indipendenti, estrinsechine indipendentemente, regolandosi, quel tutto unitario che prima era nell'uovo indiviso. Ma se la separazione è incompleta, e resta pertanto un ostacolo fisico alla libera azione delle due parti, o entrano in gioco altri fattori alteranti, o comunque rimane una reciproca azione, l'attività regolativa, che pur si manifesta, non riesce a raggiungere lo scopo e si forma una mostruosità, nel vano tentativo ostacolato dalle troppo alterate condizioni del materiale ovulare o embrionale.

(per cortesia del prof. A. Stefanelli)
EMBRIOLOGIA - Anisotropia dell'uovo, segregazione, organizzatore primario e campi di organizzazione secondaria negli anfibi.
luppo e secondo una precisa finalità. L'antagonismo tra i biologi che vogliono concepire la vita e il suo divenire nello sviluppo come una sequenza di reazioni chimiche e fisico-chimiche, dominate dalle stesse leggi del mondo fisico, e quelli che limitano l'applicazione di tali leggi alla sola parte materiale che costituisce i viventi, riconoscendo nella vita e nello sviluppo altre che trascendono da questa, è sempre aperto, ma con valore puramente speculativo, che, dal lato pratico, gli uni e gli altri lavorano con gli stessi mezzi e sulla stessa materia su cui palpita la vita, poiché solo la materia di essa è assoggettabile alla esperienza scientifica.
Dicono i meccanicisti che l'idea vitalista toglie ogni incentivo alla ricerca poiché, ad es., nel campo embriologico, lo sviluppo non sarebbe che l'attuarsi di un disegno, di una potenza, di una entelechia di carattere immateriale e come tale irraggiungibile dalla esperienza. Ma invero, se tale concezione della vita pone al di là della esperienza la sua causa prima, non limita affatto la ricerca (la sola infine che possa essere fatta) del come i fenomeni si svolgano e dei fattori che entrano in gioco, con meccanismo epigenetico, nella estrinsecazione della potenza formativa.
BIBLI: C. Bonnet, Oeuvres complètes, 10 voll., Neuchâtel 1779-83; W. His senior, Anatomie menschlicher Embryonen, Lipsia 1880-82; E. Ziegler, Lehrbuch der allgemeinen und speziellen pathologischen Anatomie und Epäthogenese, Jena 1881-82; G. Chiragni, Trattato di e. 5 voll., Milano 1939-42; A. Brachet, L'oeuf et les facteurs de l'ontogénése, Parigi 1931; J. Huxler-R. De Boer, Elements of experimental embryology, Cambridge 1934; P. Wiers, Principles of development, Nuova York 1939; C. Child, Patterns and problems of development, Chicago 1941; A. Dalco, L'oeuf et son dimanche organisateur, Parigi 1941; J. Needham, Biochemistry and Morphogenesis, Cambridge 1942; B. Durken, Biologia dello sviluppo e dismo, Firenze 1943; J. Brachet, Embriologie chimique, Parigi 1947; P. Pasquini, Le forme crestrici dell'uovo, Roma 1947; G. Cotronei, Biologia e ecologia generale, 4ª ed., ivi 1949. Alberto Stefanelli