ERASMO, santo. - Martirio di S. Erasmo. Particolare dell'affresco del vano 4ª, sottostante la chiesa di S. Maria in Via Lata (sec. VIII) - Roma.
Schleiermacher, H. der Dunkle, in Werke, parte 3ª, II, Berlino 1838, pp. 1-146; F. Lassalle, Die Phil. H. von Ephes., 2 voll., Berlino 1858; M. Konh, Alte sprach H., Amburgo 1907; Br. Pressler, Die Naturphilos. Anschauungen H., Magdeburg 1908; N. Cuppini, Esposizione del sistema di E., Roma 1912; B. Donati, Il valore della guerra e la filosofia di E., Genova 1913. Ampia bibl. su E. in Überweg, I, pp. 42-43*; C. Massantini, E., Torino 1945. Andrea Ferro
ERASMO, santo. - È commemorato nel Martirologio geronimiano il 2 giugno. S. Gregorio Magno in una lettera dell'ott. 500 attesta che il suo corpo riposava a Formia (Reg. Epist., 1, 8). Il suo culto fu molto diffuso nell'antichità e AUSILIATORI, SANTI (v.).
Le notizie della sua vita e del suo martirio sono riferite da una Passio abbastanza leggendaria a composta tra il sec. VI ed il IX, secondo la quale E., oriundo di Antiochia, all'inizio della persecuzione di Diocleziano, si rifugiò sui monti del Libano. Ritornato in città fu preso, flagellato, scarnificato e rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, passando per Sirmio, dove ebbe a soffrire da parte di Massimiano, giunse a Formia, dove poco dopo morì. Incerta è la qualifica di primo vescovo della città attribuitagli de documenti posteriori.
ICONOGRAFIA. - La più antica rappresentazione del suo martirio è in un affresco dell'VIII sec. della chiesa sotterranea di S. Maria in via Lata a Roma, ove E. è davanti al console e da presso sono due sgherri. Accanto, in un altro affresco frammentario, il Santo è trasportato in cielo da due angeli.
