FANATISMO

FANATISMO. - Fanaticus suole etimologicamente collegarsi con fanana «tempio», così che fanaticus equivarrebbe ad «appartenente ad un tempio sacro» (CIL, V, 3924).

F. nell'accezione odierna è la condizione di coloro che, credendosi investiti di una missione religiosa, civile o sociale, oltre ad una pertinacia singolare nelle loro idee, ricorrono ad ogni mezzo, anche violento, per farle trionfare.

I primi, per quanto si sa, ad essere chiamati in latino fanatici, furono i sacerdoti di Bellona (CIL, VI, 490 ecc.), i quali in certi giorni dell'anno danzavano furiosamente, si laceravano le carni e finalmente, caduti in delirio, predicavano il futuro agli astanti. Lo stesso titolo fu poi attribuito ai Galli di Cibele (Giovenale, Sat., 2, 112), e di altre divinità (CIL, IV, 2155; VI, 2234). Il termine fu poi applicato anche ad indicare chi fosse posseduto da qualche nume o soggetto ad un'ispirazione divina (Cicerone, De divin., 2, 57).

In seguito alla pretesa ispirazione divina è consequenziale che questi soggetti sostengano le loro idee fino a volerle imporre con la forza e con la violenza. Due concetti si incontrano quindi nello stesso significato iniziale di f. i uno essenziale, l'altro consequenziale. I fanatici sono essenzialmente degli ispirati dalla divinità, dei visionari, degli illuminati. I fanatici sostengono le loro visioni o le loro ispirazioni con tutti i mezzi, di cui dispongono, fino ad arrivare ai peggiori estremi. L'uso strettamente religioso della parola si allargò nell'uso comune a significare l'essere invaso da un'idea, non solo nel campo religioso, ma anche profano e l'agire in conformità di essa sia a proposito che a sproposito.

Nello studio di questo fenomeno, che colpisce l'individuo, ma più spesso un gruppo di persone a una setta, si incontrano in un terreno misto medicina, storia, psicologia e teologia.

A volerlo classificare negli schemi oggi in uso nella medicina legale, il fanatico è un paranoico, in cui il contenuto dell'idea delirante è costituito dalla rappresentazione mistica o religiosa in genere, patriottica, riformatoria o rivoluzionaria. A fondamento comune di tutte queste varietà vi è sempre un delirio di grandezza, megalomania, egocentrismo, da cui derivano errori di giudizio e contrasto con l'ambiente; e inoltre vi è l'impiego incontrollato dei mezzi per far prevalere la propria idea. Nel campo religioso questo individuo ha già il suo nome consacrato nel Vangelo, pseudo-profeta, ed un'immagine storica recente è il noto Davide Lazzaretti di Arcidosso (cf. E. Lazzareschi, David Lazzaretti, il Messia dell'Amiato, Brescia 1945).

Del f. possono esistere cause storiche, ambientali, fisiologiche e psichiche. Ma un elemento perenne di causalità è vivo e potente in ogni specie di f., e consiste nella passione, che è sempre per se stessa intollerante.

Anche nel contagio mentale, che spesso semina questa specie di delirio religioso, politico o sociale, tanto che il f. è più un fenomeno sociale che individuale, molte può la passione, essendo dimostrato che al contagio sono particolarmente inclinati, dopo i paranoici e i paranoidi, i cosiddetti passionali, secondo la classificazione caratterologica dell'Heymana.

Ciò spiega come mantenendosi nella verità, se l'individuo è normale, il fenomeno non sia possibile. E se anche alla Chiesa cattolica si sono potute rivolgere accuse di f. dagli avversari, fino a far credere lo sviluppo stesso del cristianesimo nei primi tre secoli, i martiri, i grandi mistici ed asceti, il sorgere e lo svilupparsi del movimento delle Crociate, la punizione degli eretici con il ricorso al braccio secolare ed altri fenomeni della vita collettiva della Chiesa prodotti di f. (cf. G. Mascherini, L'intolleranza e i suoi presupposti, Torino 1909, pp. 31, 150, ecc.; Dictionary of philosophy and psychology, ed. I. M. Baldwin, I, p. 223), ciò non si spiega, se non con una interpretazione arbitraria dei fatti, con l'anormalità degli individui o genericamente con deviazioni eterodosse, dottrinarie o pratiche di alcuni membri della Chiesa.

Le sette invece, le società segrete, le fazioni, i gruppi particolaristici, non aperti verso ideali e visioni più generali, quasi misteriosi nei loro procedimenti, sono il terreno adatto per manifestazioni di f. Non si parla qui solo di sette o fazioni religiose, ma anche civili e politiche. Una specie di f. è lo sciovinismo, degenerazione di patriottismo.

Manifestazioni di f. in politica si riallacciano alle varie forme di «destriismo» e di «sinistriismo», esasperazioni demagogiche e per lo più solo verbali delle posizioni politico-sociali dei partiti di sinistra. Così nel «sovversivismo», cioè nell'aspetto negativo del rivoluzionariismo, contrassegnato da un atteggiamento di opposizione sistematica al governo, di ostilità ai poteri dello Stato, di attivazione di uno stato di tensione tra le masse, di violenza in atto o quanto meno potenzialmente minacciata, di disgregazione dell'ordine pubblico; nella «statolatria», atteggiamento di sopravvalutazione delle funzioni e dei poteri dello Stato, circonfusi da un mito idolatrico dello Stato stesso, come entità assoluta a cui tutti devono subordinarsi; nel nichilismo, nei movimenti anarchici, nel terrorismo di qualsiasi tinta che si vole dell'effetto insieme distruttivo ed intimidatorio di una sistematica violenza, spinta fino alle estreme conseguenze.

BIBL.: A. Bouché-Leclercq, Fanam. in Dict. des antiquités grecques et romanes, II, pp. 973-78; J. Bouché, s.V. in DThC, V, coll. 2072-75; J. Bricout, s.V. in Dict. pratique des connois. relig., III, col. 178 sgs.; A. Tanqueray, Synopsis theol. dogm., I, 23e ed., Parigi 1927, pp. 290-336, nn. 472-536; G. J. Waffelsert, Convactionnaires, in DFC, IV, coll. 53-81; D. Beth, s.V. in Die Religion in Geschichte u. Gegenwart, II, pp. 512-12; O. Schilling, Theologia moralis, II, Rottenburg 1940, p. 161; C. Crivelli, Cattolicafobia e società anticattoliche, in Civ. Catt., 1945, IV, pp. 145-56 e 310-21; A. Oddone, Lo spirito di tolleranza nell'insegnamento cattolico, ibid., 1946, II, pp. 317-27; V. PALMIRA, Medicina legale canonistica, Città di Castello 1946, pp. 36-37; J. Vieujean, La St-Barthélemy, L'intransigence disciplinaire de l'Église. L'indice, in Apologiae, Parigi 1948, pp. 1271-76; J. Carreyre, Convactionnaires, in R. Aigrain, Ecclésià, ivi 1949, p. 518. Pietro Palazzini

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FANCELLI, FAMIGLIA - Altare di S. Biagio, di Pandolfo F., in collaborazione con lo Stagi - Pisa Cattedrale.
(fot. Alinari)

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“FANATISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 615. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fanatismo.