FELIX, CÉLESTIN-JOSEPH. - Gesuita, conferenze, n. a Neuville-sur l'Escaut (diocesi di Cambrai) il 28 giugno 1810, m. a Lilla il 6 luglio 1891. Dopo quattro anni di insegnamento a Bruggelette, passò, come predicatore, a Parigi (1851) e nel 1853 fu chiamato dall'arcivescovo A. Sibour a succedere ai pp. E. D. Lacordaire e S. de Ravignan sul pulpito di Notre-Dame. Vi durò fino al 1870, acquistandosi la fama di uno dei più brillanti oratori, e chiudendovi la lunga serie delle sue conferenze con una predica ardita e coraggiosa, per quei momenti, sulla infallibilità del papa. Dal 1867 al 1883 fu superiore a Nancy; dal 1883 al 1885 n. Lilla, dove rimase fino alla morte, passando di tanto in tanto a predicare nelle principali cattedrali della Francia e del Belgio.
Il suo nome è legato soprattutto alle conferenze di Notre-Dame. Dopo avere per tre anni predicato su argomenti disparati (Grandes erreurs du siècle [1833]; Le christianisme est charité [1854]; Le sacrifice [1855]), iniziò nel 1856 la serie Le progrès par le christianisme (15 voll., Parigi 1856-70), nella quale il vero e genuino progresso sotto tutte le forme, individuale, familiare, artistica, morale, sociale, è trattato con ampiezza di vedute congiunta ad una grande esattezza di dottrina. Ogni anno, poi, riassumeva le conclusioni pratiche, derivanti dalle sue conferenze, nei discorsi del ritiro pasquale (7 voll., 1867-71), Conferenze e ritiri ebbero numerose edizioni di versioni, e ancor oggi conservano inalterata la loro profonda efficacia.
La sua eloquenza si distingue per la chiarezza, la logica vigorosa, l'entusiasmo vibrante, che muove e commuove, la sicurezza della dottrina, l'arte di una dialettica abile e sottile.