teologo cappuccino dell'antica provincia di Brescia-
Bergamo, n. a. Solto (Bergamo) il 15 ag. 1565, n. a
Bergamo nel 1637.
Religioso nel 1581, fu definitore nella sua provincia
e in quella di Venezia, educando numerosi discepoli al-
l'oratorio sacra; difese i diritti della S. Sede contro le pre-
tese del governo veneto, che nel 1626 lo esibì. Lettore di
teologia negli Studi di Verona, Venezia e Padova (1601-
1608) e in quello generalizio di Milano (dal 1613), orientò
celebrò alcuni alla dottrina di S. Bonaventura, ch'egli
cercò di interpretare secondo i principi tomistici. Bletto
definitore generale nel 1633, pubblicò le De alme et
S. S. Trinitatis mysterio in seraph. divum Bonaventurae...
paraphrases (Roma 1633) con l'annesso Tractatus... de
verbis et dictis et modis dicendi in hoc divino Trinitatis
mysteria (vi d. c.), che non poté continuare sui altri ar-
gumenti. Urbano VIII lo nominò visitatore apostolico.