FRANKLIN, BENJAMIN. - Scrittore, inventore, diplomatico, n. - Boston il 17 genn. 1706, m. a Filadelfia il 17 apr. 1790. Trascorse la prima giovinezza nel clima austeramente puritano della Nuova Inghilterra. Autodidatta e avido di letture, influenzato dagli autori su cui veniva istruendosi (Collins, Shaftesbury, Locke, ecc.), ben presto passò al deismo a una morale terrena e utilitaria, che praticò per il resto della sua vita e argutamente predicò il divulgò con i suoi scritti.
Fu apprendista nella tipografia del fratello James, imparando l'arte che esercitò poi per molti anni e alla quale dovette la sua agiatezza. Trasferitosi a Filadelfia (1723), città più aperta alle nuove correnti di pensiero,
acquistò fama quale educatore e benefattore, fondando giornali, associazioni culturali, una biblioteca pubblica e pubblicando per oltre 20 anni l'Almanacco del povero Richard, ove raccoglieva aforismi e massime ispirati a un prudente buon senso; e quale scienziato, con i suoi studi sull'elettricità e l'invenzione del parafulmine (1722). Membro della massoneria, propugnatore convinto di una religione utilitaria delle virtù borghesi, ispirandosi al filantropismo e umanitarismo correnti e al facile ottimismo del suo tempo, rispose piena fiducia nel potere della ragione e dell'educazione per migliorare la sorte dell'uomo sulla terra.
Alla politica si dedicò soprattutto nella seconda metà del secolo, con varie missioni quale rappresentante delle colonie americane in Inghilterra (1757-62 e 1764-75). Durante il conflitto tra esse il padre patria, nemico della violenza, favorì dapprima una politica di conciliazione; ma a partire dal 1768 si schierò decisamente con i patrioti e fu uno dei firmatari della Dichiarazione d'indipendenza (1776). Invitò in Francia dalla nuova Confederazione, vi fu accolto trionfalmente. Già popolare grazie alla grande diffusione dei suoi scritti, si conquistò le simpatie della società francese che vide in lui il simbolo e la personificazione dell'uomo nuovo che l'illuminismo cercava ed esaltava. Negozio trattati di allegrezza commerciali con Luigi XVI (1778), la Svezia (1783) e la Prussia (1785), Nel 1783 firmò il Trattato di Parigi che chiudeva la guerra con l'Inghilterra. Tornato in patria, partecipò ai lavori per la nuova costituzione (1787), svolgendolo opera di conciliazione in seno a un'assemblea di vita da contrastanti tendenze.
Opere: The writings of B. F., 10 voll. a cura di A. H. Smyth (Nuova York 1905-1907).