FREDEGARIO (PSEUDO)

FREDEGARIO (PSEUDO). - Sotto questo nome, non più antico del sec. XVI (si vuole sia o la forma latina del cognome dell'umanista Freher oppure una trovata dello storico Goldast), si è convenuto di porre una Cronaca dei Franchi che va dal 584 al 652, seguite da alcuni capitoli relativi alla storia generale che si ferma verso il 660 (ed. Br. Krusch, in MGH, Scriptores rerum Merovingicarum, II, pp. 18-193). Tre sono gli autori anonimi che vi hanno lavorato, di cui due d'origine borgognona (il primo, molto addentro negli eventi che racconta, si ferma al 613 o 616, il secondo al 642) e uno d'origine austrasiana. Tra di loro hanno in comune soltanto la lingua oltremodo barbara. Ad onta della passionalità che vi si riscontra, questa Cronaca è una fonte di prim'ordine per la storia merovingica. Nei codici che la contengono essa fa parte d'una raccolta che comprende le cronache di s. Girolamo, di Idacio, il Liber generationis, la cronaca di Isidoro di Siviglia, la Historia epitomata e finalmente al 6 posto (ms. Cheltenham di Berlin: In Nomine Domini Ihesu Christi, incipit Christianes exita) oppure al 4 posto (ms. di Parigi: Incipit sunt capelatoris cronica libri quarti), la cronaca di F. Stesso. La Cronaca dello pseudo-F. fu poi continuata sino al 768 da vari autori e portata dagli Annali regi fino all'829.

BIBL.: Maniulis, I (1913), pp. 223-87; M. Leclercq, Histoire du Christianisme, in DACL, VI, 11 (1925), coll. 2578-82; M. Baudot, La question du pseudo Frédégario, in Le moyen âge, 2 (1925), pp. 120-70; E. Levillain, In Bibliothèque de l'École des Chartres, 8 (1925), p. 89 sqq.; Fliche-Marin-Fratus, V (1945), pp. 341-405, dove la Cronaca dello pseudo-F. è messa in opera e dove sono indicati i principali problemi che essa solleva.