FRONTONE. - Parte terminale superiore della facciata, di forma generalmente triangolare per seguire l'andamento degli spionetti del tetto.
Venne adottata nei primi edifici cristiani (basiliche costantine, chiese siriche); ma nelle chiese romaniche e gotiche la facciata, pur terminando quasi sempre a spionetti, di rado si presenta il F., perché manca una cornicia di separazione con la parte sottostante. La disposizione classica ritorna nel Rinascimento. Resta circoscritta a Venezia e alla zona d'influenza veneta, nella seconda metà del '400, la forma curvilinea (S. Maria dei Marcolì, S. Zaccaria). Nel '600 anche il F. assume quel senso di movimento e di tensione che impronta tutta l'architettura dell'epoca; appaiono forme spezzate (S. Maria in Campitelli a Roma) e mistiline, nelle quali si sforzano soprattutto il Borromini. L'età neoclassica ri
parte anche questo elemento alla semplicità di linee originarie, ma con un senso di freddezza e di rigidità.
In senso lato il nome di f. vien dato anche all'elemento di coronamento delle finestre, dei portali e degli altari. Nelle finestre appare già sporadicamente in epoca paleocristiana (S. Salvatore di Spoleto) e romanica (battistero di Firenze). Il primo esempio di f. curvilineo nelle finestre è quello di S. Salvatore al Monte del Cronaca; il motivo è adottato da Michelangelo (sacrestia di S. Lorenzo), e diffuso rapidamente, anche alternato con quello triangolare nella stessa facciata. La bizzarra invenzione delle cornici rovesci e nel Buontalenti (porta delle Suppliche nel patto degli Uffizi a Firenze, 1580), ed è del tutto episodica; ma già in quest'epoca incomincia l'uso, frequentissimo nel '600, del f. interrotto per far posto al centro a decorazioni o a stemmi. Mario Zocca