FRONTONE, MARCO AURELIO

Image from page 1069
Image from page 1069

FRONTONE, MARCO AURELIO. - Retore, n. a. Citta (Numidia) ca. il 100 d. C., fu precettore di M. Aurelio e L. Vero; console nel 143. La sua maggior gloria gli venne non dai mediocri scritti di poesia e di prosa, ma dalla stretta amicizia che ebbe con M. Aurelio che lo chiama «magister dulcissimus» (Ep. i, 7).

Apprezzo più la letteratura che la filosofia da cui cercò invano di allontanare l'imperiale discepolo, e non fu favorevole al cristianesimo che attaccò in un discorso, oggi perduto insieme con tutti gli altri, ma il cui contenuto si ricava dall'Oetavius di Minucio Felice, nel quale le accuse contro i cristiani son attinte dal discorso di F. (Cittinesi nostri testatur oratio); «tuus Fronto»: Oct., 31, 1-2). L'aver avallato le stolte accuse (onolatria, infanticidio, orgie) dimostra la sua superficialità di giudizio critico che lo mette il livello del popolino ignorante.

Delle sue opere sono perduti i Discorsi. Restano le Lettere a M. Aurelio, Lucio Vero, Antonino Pio e agli amici: gli opuscoli: De eloquentia, De bello Parthico, De orationibus, Principia historiae, Laudes fiunt et pulveris, Laudes negligentiae, De færis Altsinibus, Arian.

Bibl.: L'unico manoscritto è un palmestro del sec. VI secolo da A. Mai nell'Ambrosiana (1815) completato con il n. Vat. 5750. L'edizione migliore è di A. Naber 1867. G. Boissier. Marc-Aurèle et les lettres de Fronton, in Revue des deux mondes, 1, 1885; A. Klotz. Klassizismus und Archaismus, in Arch. für latein. Lexikographie, 15 (1907), p. 401 sgg.; A. Beltrami, Le tendenze letterarie negli scritti di F. Roma-Milano 1907; D. Brach. Studies in Fronto and his age. Cambridge 1911.

Nicolas Turchi