FILOSTORGIO

FILOSTORGIO. - Storico cristiano, n. ca. il 386 a Berisso, nella Cappadocia Seconda, da gentilori ariani. A vent'anni si incontrò con Eunomio di Cizico, il corifeo dell'anomiesimo, per cui mostra sconfinata ammirazione, accettandone in pieno le dottrine circa la dissomiglianza del Figlio dal Padre, la comprensibilità della Trinità, la negazione della verginità di Maria. Continuò, rimanendo laico, la sua formazione a Costantinopoli e in viaggi che fece in Palestina e altrove. Egli stesso informa d'aver scritto un'apologia contro Porfirio e un encomio di Eunomio.

L'opera sua capitale, terminata prima del 433, è la Historia ecclesiastica, in 12 libri, che continua quella di Eusebio fino al 425. Il testo, andato perduto a causa del suo carattere eterodossio, poté essere ricostruito in parte dall'epitome che ne fece Fozio, dalla Pasio S. Artemii, un martire del tempo di Giuliano l'Apostata, da alcuni articoli della Suda, e da una tarda Vita Constantini. L'interesse dell'opera risiede particolarmente nei documenti che ha tramandati e nella copia di notizie sulle personalità più eminenti dell'arianesimo: Acacio, Eunomio, Asterio di Cappadocia, Teofilo Indo, Ulfila. F. disponeva di copioso materiale d'informazione, che usò con il preciso intento di esaltare l'anomiesimo contro l'ortodossia nicena e le stesse correnti moderate dell'arianesimo; più che della Chiesa universale egli la storia della «Chiesa» euonomiana nei suoi contrasti contro il paganesimo e particolarmente contro le altre confessioni cristiane. Mostra una spiccata tendenza apocalittica e chiliastica. Lo stile è accurato ed elegante, non senza qualche ricercatezza, con tendenza atticizzante, con una certa cura del ritmo.

Bibl.: Edizioni: PL 65, 456-638, riproduce l'edizione di G. Reading, Cambridge 1730. Torino 1745; CB 21; la Vita Constantini fu pubblicata da H. G. Opitz in Byzantion, 9 (1934), pp. 353-93; cf. Bardemeyer, IV, pp. 132-35; G. Fritz, s. V. in DTHC, XII, coll. 149-98. Michele Pellegrino