FUGA, FERDINANDO

FUGA, FERDINANDO. - Architetto, n. a Firenze nel 1699, m. a Roma nel 1781. In patria fu allievo del Foggini; giovanissimo venne a Roma, si recò poi in Sicilia ove a Palermo fece lavori nel Duomo; di qui tornò nel 1730 a Roma, dove subentrò ad Antonio Valeri, allievo dal Bernini, come soprintendente alle fabbriche del Quirinale. Il suo ritorno a Roma va messo in relazione con l'avvento al trono del toscano Clemente XII.
La prima opera romana del F. sembra essere la chiesa del Bambin Gesù iniziata nel 1731. Nel 1732 poneva mano alla chiesa della Morte e nello stesso anno cominciava a costruire il Palazzo della Consulta; nel 1736 iniziava i lavori del Palazzo Corsini; nel 1741 quelli per la facciata di S. Cecilia; tra il 1742 e il 1743 edificò la facciata di S. Maria Maggiore. Dopo il 1750 andò a Napoli, dove costruì l'Albergo dei Poveri, la Reale Manifattura

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(fot. Alinari) FUGA, FERDINANDO - Facciata della basilica di S. Maria Maggiore (1741-43) - Roma.
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(fot. Alinari) FUGA, FERDINANDO - Palazzo della Consulta (1734) - Roma.
di porcellana, i Granili e la facciata della chiesa di S. Filippo Neri o dei Gerolamini.

L'opera sua più riuscita è la facciata di S. Maria Maggiore costituita da un portico e da una loggia, che lascia intravedere i musaici dell'antico prospetto medievale. La chiesa della Morte, invece, si intona maggiormente alla colorita arte romana e nella facciata richiama vivamente il cosiddetto «canneto» di S. Vincenzo e Anastasio, a Trevi. L'interno è a pianta clissoidale e si apparenta con quelle chiese di questo periodo che la prediligono, quando debbono innalzarsi su uno spazio ristretto. La facciata di S. Filippo Neri e Napoli è di un'eleganza alquanto manierata ma è interessante anche per la presenza di due campanili, disposizione non molto comune fra noi, che fa pensare a S. Agnese in Piazza Navona e ad altre chiese romane anche anteriori, quale la Trinità dei Monti, S. Atanasio dei Greci, S. Anastasia.

Nell'edilizia civile, capolavoro del F. è il Palazzo della Consulta, armonioso nella sua elegante facciata, scompartita da pilastri che racchiudono ampie finestre, con predominio del vuoto sul pieno, si da togliere ogni pesantezza alla costruzione, senza peraltro farle perdere sodelza e maestà. La decorazione, pur restando sobria, ha grazia e plastica vivacità, specialmente nei festoni, nelle mensole, nelle conchiglie e nei timpani baroccamente spezzati.

Alquanto fredda appare invece la lunga facciata del Palazzo Corsini, nel quale è da notare la maestosa scenografia dell'atrio e dello scalone.

Sempre a Roma vanno ancora ricordati il Palazzo Cenci Bolognetti e la chiesa di S. Apollinare.

BIBL.: G. Pisano, L'attività edilizia di Clemente XII e il Palazzo della Consulta, Roma 1934, pp. 195-204, 261-71; G. De Logu, L'architettura italiana del Seicento e del Settecento, I, Firenze 1934, pp. 61-62; V. Golzio, Notizie su l'arte romana del Settecento, tratte dal Diario del Valesio, in Archivi, 5 (1936), p. 123; id., Spiriti e forme nell'architettura romana del Settecento nell'Urbe, 1938, pp. 16-17.

Vincenzo Golzio

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“FUGA, FERDINANDO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1075. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fuga-ferdinando.