FUGA IN EGITTO

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FUGA IN EGITTO. - Episodio della vita di Gesù, avvenuto dopo la visita dei Magi e narrato brevemente in Mc. 2, 13. Erode, adirato perché i Magi non erano tornati a riferire notizie del re dei Giudei, diede ordine di uccidere tutti i bambini minori di due anni, che si trovavano a Betlemme di dintorni.

FUGA IN EGITTO - Giuseppe destuto dall'Angelo e f. in E. Musacino dell'inizio del sec. XIII - Venezia, basilica di S. Marco.

nel pulito del duono di Siena, da Giovanni di Nicola in quello di Pistoia e da Lorenzo Naiiani nei rilievi della facciata del duono di Orvieto.

Tuttavia agli inizi del Trecento è nella cappella dell'Arena a Padova, fra gli affreschi che vi dipinse Giotto, che si può indicare forse la rappresentazione più bella fino a quei tempi data del tema. Le immagini di Giuseppe, della Vergine col Bambino in braccio, dell'asino, dell'Angelo, assumono un tono di monumentalià nuova. Squadrate come le rocce del nudo pace, quelle immagini scandiscono la composizione esaltandone i valori di spazio.

Il grande modello giottesco, ripetuto anche nella chiesa inferiore di Assisi, venne più volte tenuto presente dai pittori trecentisti e fu ancora ricordato durante il XV sec., quando il senso naturalistico della nuova età trovò modo di esprimersi riducendo l'episodio storico ad una piacevole narrazione di tono idillico quasi profano, come poi negli affreschi attribuiti al Peruzzi in S. Onofrio al Giunicola a Roma. A tale orientamento della narrazione contribuì anche l'aggiungersi all'episodio della F. l'altro del Riposo durante la f. in E., con conseguenti numerose talvolta originali varianti.

Ritorna così l'episodio narrato dall'Evangelista ed accresciuto dalla fantasia di pittori e scultori frequentemente anche nell'arte tedesca del periodo tardo gotico e del Rinascimento. Lo si può indicare in un quadro dello Schongauer nel Museo di Vienna, in un altro del van Orley (1541) che è a Colonia, ed in altri ancora di Luca Cramach, di Giovanni Saccheri, di Giovanni Gossart, ecc.

Tuttavia fra le rappresentazioni cinquecentesche della f. in E. c. del riposo le più belle sono quelle che ha lasciato il Correggio nei suoi quadri degli Uffizi, della Galleria di Parma e di quella di Napoli. Nato volessime anche le composizioni aventi quel tema di Federico Barocci (Prinotica Vaticana a Museo del Prado a Madrid) sempre più inclini ad un'idillica rappresentazione di gusto profano. Questa assunzione decisamente il prevalere quando nel corso del Seicento l'episodio fu pretesto a Nicola Poussin a Claudio di Lorena e ad altri grandi pittori italiani e stranieri di dipingere bei paesaggi con minuscole figure. L'arte settecentesca e ottocentesca non modificò quell'orientamento. - Vedi tav. CXXI.

Bibl.: K. Künstle, *Königsarchiv der christlichen Kunst*, I. Friburgo in Br. 1928, pp. 368-72, Emilio Lavagnino.