GARCÍA MORENO, GABRIEL. - Uomo politico sudamericano, n. il 24 dic. 1821 a Guayaquil, m. il 6 ag. 1875 a Quito. Studiò all'Università di Quito ed ancora giovane partecipò attivamente alla vita politica dell'Ecuador. Amico del presidente Noboa, fece riammettere nel paese i Gesuiti, che ne erano stati cacciati ai tempi di Carlo III, re di Spagna. Perseguitato da Urbina, capo dei radicali, i quali erano insorti ed avevano dichiarato decaduto Noboa e ricacciato i Gesuiti, G. rimase lontano dall'Ecuador per vario tempo.
Ritornato in patria, dopo dura lotta fu eletto Presidente della Repubblica. Profondamente cattolico, si preoccupò dell'educazione e dell'assistenza popolare, e fece venire dalla Francia ecclesiastica di vari Ordini, maschi e femminili, a fondare scuole ed ospedali. Concluso pure un concordato con la S. Sede (20 nov. 1863) che assicurò alla Chiesa una giusta posizione giuridica. Fra il silenzio di tutte le potenze, unico l'Ecuador protestò con energica nota contro l'occupazione di Roma nel 1870. La sua esistenza fu una continua battaglia contro le forze politiche avverse tendenti alla cristianizzazione, e per questo il G. fu oggetto di odio profondo da parte dei nemici, che lo fecero assassinare all'ingresso della cattedrale di Quito. Morto, dal congresso gli fu decretato il titolo di rigeneratore della patria e di martire della civiltà cattolica.