GAZA, TEODORO. - Umanista greco, n. a Salonicco verso il 1398, m. a Badia di S. Giovanni a Piro nel 1475. Partecipò al Concilio di Ferrara-Firenze ed aderì all'unione delle Chiese greca e latina. Rimasto in Italia, apprese il latino sotto Vittorino da Feltre a Mantova (1442-46); poi insegnò greco all'Università di Ferrara; dal 1449 al 1455 ebbe a Roma da Niccolò V la cattedra di filosofia e l'incarico di tradurre in latino gli scrittori greci. Dopo alcuni anni trascorsi alla corte di Napoli, ritornò a Roma ed ottenne, per l'appoggio del card. Bessarione, la commenda della badia di S. Giovanni a Piro (diocesi di Policastro), dove visse ritirato fino alla morte.
Compose una grammatica greca che fu la prima in Occidente, rimase l'unica per molto tempo ed ebbe numerosissime ristampe. Tradusse con somma eleganza in latino trattati di Aristotele (De natura animalium), di Teofrasto (De historia plantarum), di Alessandro d'Affodisla (Problemata). Dotto aristotelico, compose vari scritti filosofici contro Pletone (Adversus Pletonem pro Aristotele de substantialis; Antirreticam) ed ebbe parte attiva nella polemica tra platonici ed aristotelici. La sua austerità di vita ed integrità di carattere fecero di lui una delle più belle figure di umanisti del suo tempo.
Edizioni: Institutiones grammaticae libri IV (Ba-
siles 1540); Laudatio canis (PG 161, 985-88); De origine Turcarum (ibid., 997-1006); Epistolae (ibid., 1005-1014); i trattati della polemica platonico-aristotelica, discorsi e lettere in L. Molher, Am Bessarius Gelehstenkreis (Quellen und Forschungen aus dem Gebiete der Geschichte, 24), Paderborn 1942.
BIBLI: U. Chevalier, Bio-bibliographie, I, Parigi 1903, p. 1680
