GELASIO I, PAPA

GELASIO I, PAPA, santo - Decretum Gelasianum; elenco dei libri apocrifi - Biblioteca Vaticana, cod. Vet. Ist. 5845, f. 281v (sec. 2).

I suoi contemporanei nel loro entusiasmo lo acclamavano « Vicario di Cristo e Apostolo Pietro », e la successiva generazione, nella persona di Dionigi il Piccolo, ne scrisse l'encomio.

Per tutta la durata del suo pontificato i rapporti tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli rimasero tesi a causa dello scienzi di Acacio: G. da una parte, fermo e fedele al Concilio di Calcedonia e alla tradizionale dottrina dei Padri contro l'Enotico, cercava dall'altra ogni occasione per continuare o riprendere la corrispondenza con l'imperatore Anastasio I. Appena eletto papa, comunicò la notizia all'imperatore ma non ebbe risposta: in una nuova lettera, assai rispettosa, ricordava che se i vescovi hanno il dovere di sottomettersi nelle cose civili al principi, questi debbono essere sottomessi ai vescovi nelle cose di religione, e che un particolare rispetto è dovuto al Primo Vescovo e alla Chiesa romana. G. ebbe altissimo il concetto della sua autorità e fondò la dottrina delle due potestà. Scrisse ad Anastasio I: « Vi sono, augusto imperatore, due poteri che principalmente si dividono l'impero del mondo: la sacra autorità dei pontefici e la potenza reale; e l'ufficio dei sacerdoti è tanto più grave in quanto essi dovranno render conto, al giudizio divino, anche per gli stessi re degli uomini... nessuno può, per qualsiasi motivo umano, ergersi contro il privilegio della confessione, ossia del primato di colui che il Cristo ha preposto ad ogni cosa, e la venerabile Chiesa ha sempre riconosciuto e devetamente considerato come suo capo » (Epist., XII, 2-3). Con ciò G. divenne il creatore dell'idea papale dominante nel medioevo.

In Italia G. mantenne buone relazioni con Teodo-

rico, re degli Ostrogoti, il quale, dopo la vittoria su Odoacre, acquistò il dominio della penisola.

Degli anni di pace (494-95) sono conosciuti due sinodi celebrati da G. a Roma, il primo per una serie di decreti disciplinati atti a comportare le questioni tra il clero, il secondo per aver posto fine alle ultime conseguenze dello scienzi acaciano nell'interno della Chiesa di Roma.

Tra le lettere di G. che A. Thiel contava a 43 e 49 frammenti (successivamente ne furono ritrovate ancora 22), alcune, per la materia trattata, ebbero una portata più vasta della regione alla quale si riferivano, essendo dei veri e propri trattati, come quella sulla controversia di Acacio e, particolarmente, sulla tradizione patristica.

Tra gli atti di G. figura anche, probabilmente a torto, il celebre Decretum Gelasianum, in cinque parti: « De Spiritu Sancto; De Canone Scripturae sacrae; De Sedibus patriarchalibus; De synodis oecumenicis; De libris recipiendis et non recipiendis ». Quest'ultima parte, di gran lunga la più importante, è il primo saggio di un indice dei libri proibiti (cf. E. von Dobschitz, Das Decretum Gelasianum de libris recipiendis et non recipiendis, Lipsis 1912). Il tutto è stato compilato probabilmente nel sec. vi con elementi anteriori che rimontano a Damaso e a Ormisda. Circa il cosiddetto Sacramentarium Gelasianum, una redazione del Messale romana, esistente solamente in una redazione gallicana, le opinioni degli autori fino ad oggi sono divise (v. SACRAMENTARIO). Le omelie e gli inni di G. sono andati perduti. La sua festa è notata dal Martyr. Romanum il 21 nov.

BIBL.: PL. 59, 13 SGR.: Jaffé-Wattenbach, 620-743; P. Ewald, Die Papstbriefe der Britischen Sammlung, in Neues Archiv, 1880, pp. 273-414, 303-96; Lib. Pont., I, pp. CIII, CCIII, 245-57; L. Duchesne, L'Eglise au VIe siècle, Parigi 1925, pp. 12-14; J. P. Kirsch, V. V. in LThK, IV, col. 356 sg.: Fliche-Martin-Fruse, IV, p. 335. Lucchesio Späling

IL DECRETO GELASIANO. - Scritto dogmatico latino, che si presenta come redatto in un Sinodo romano del 494. È noto sotto il titolo di quella parte, De libris recipiendis et non recipiendis, che ha importanza speciale per la storia del canone biblico, contenuto nel cap. 2, ove non vien fatta nessuna distinzione tra libri protocanonici e deuterocanonici (ma le epistole 2° e 3° di Giovanni sono attribuite a Giovanni il presbitero). È distinto in 5 capitoli. Nel 1° si parla dei sette doni dello Spirito Santo e dei diversi nomi di Cristo; il 2° contiene il canone biblico; il 3° parla dell'autorità della Chiesa e del primato della Chiesa romana; il 4° dell'autorità dei concili e dei Padri; il 5° dei libri degli eretici e sciamatici, che la Chiesa rigetta.

Si conoscono ca. 36 manoscritti del Decreto Gelasiano, che si possono distinguere in due classi. La prima attribuisce tutto o una parte di esso a papa Damaso (366-84), la seconda a papa G. (492-96); alcuni manoscritti più recenti a papa Ormisda (514-23). Secondo la testimonianza dei manoscritti, il Decreto Gelasiano comprende due parti indipendenti, che non sono attestate prima del sec. VII, ma che potevano esistere prima.

Gli studi recenti autorizzano, benché solo a titolo di ipotesi, le seguenti conclusioni circa l'origine del Decreto Gelasiano: 1) lo scritto definitivo risultò dalla congiunzione di due documenti di diversa origine e di diverso valore; 2) il primo documento comprendente i capp. 1-3 può risalire alla fine del sec. IV, e conforme al titolo potrebbe essere l'opera del Concilio Romano del 382 sotto il pontificato di Damaso I; 3) il secondo documento (capp. 3-5) è opera di un privato, della fine del sec. V-inizio del VI, che nutriva grande venerazione verso s. Girolamo, ed era fedelissimo alle dottrine della Chiesa romana; 4) i due documenti presto furono congiunti o nell'Italia settentrionale o nella Francia meridionale; 5) il Decreto Gelasiano così composto rimase per qualche tempo sconosciuto, né fu considerato come un documento ufficiale. Ciò spiega che le testimonianze sono assai tarde, cioè del sec. VII (Bardy, col. 389).

BIBL.: Il testo del Decreto Gelasiano si trova in PL 19, 787-94 (i primi tre capp.) e 59, 137-80 (gli altri due capp. con aggiunte). L'edizione migliore è di E. von Dubschitz, Das Decretum Gelasianum De Libris resipiendis et non resipiendis (Texte und Untersuchungen, 38), Lipsia 1912; P. Batiffol, Le siège apostolique, Parigi 1924, pp. 146-50; E. Caspar, Geschichte der Papsttum, I. Tubinga 1930, pp. 247-51; E. Schwartz, Zum Decretum Gelasianum, in Zeitschrift für die neutestum, Wiesenhofs, 20 (1930), pp. 161-68; G. Bardy, Gélase, in DBs, III, coll. 679-90.

Arduino Kleinhaus

Cite this article

“GELASIO I, PAPA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1175. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gelasio-i-papa.