GIOVANNI DI VESALIA (JOHANN VON WESEL)

GIOVANNI di Vesalia (Johann von Wesel). - Teologo, il cui vero nome era Johann Rucherath o Richerath, n. ad Oberwesel sugli inizi del sec. XV, m. a Magonza nel 1481. Non si sa nulla della sua prima giovinezza, cominciandosi ad avere notizie certe di lui solo dal 1440, anno in cui fece il suo ingresso nell'Università di Erfurt, ivi nel 1445 conseguiti il grado di magister artium, addottorandosi poi in teologia il 15 nov. 1456; ivi insegnò anche per qualche anno, finché si recò a Worms nel 1460 come canonico. Fu professore di teologia anche a Basilea, ma tornò presto a Worms (1463) come predicatore della Cattedrale, ufficio che conservò fino al 1477, allorché fu deposto dal vescovo Reinhard von Sickingen a causa dello scandalo suscitato dalle sue prediche, rivolte soprattutto contro la Chiesa di Roma.

Poco dopo tuttavia ottenne un uguale incarico nella cattedrale di Magonza, ove era stato chiamato dall'arcivescovo Diether von Isenburg. Qui strinse relazioni con un lussita boemo, un tal Nicola, per il quale scrisse il trattato Super modo obligationis legum humanarum ad quendam Nicolam de Bohemia, destinato agli lussiti. Cittato perciò davanti a un tribunale di teologi delle Università di Colonia e di Heidelberg, ritratto i suoi errori (21 febbr. 1479), ma fu tuttavia rinchiuso a vita nel convento degli Agostiniani in Magonza. Gli errori di G. di V. Chiesa, da lui considerata come società invisibile (quam nemo sciat nisi Deus), sulle indulgenze, sulla predestinazione, sul culto dei santi, sulla transustanziazione sono pressappoco corrispondenti CHUS (v.).

Gli scritti di G. di V., in parte ancora inediti, sono: Adversus indulgentias disputatio (ed. Ch. W. F. Walch, in Monumenta medii aevi, II, 1, Gottinga 1757, pp. 111-156), diretto contro l'indulgenza papale per l'anno giubilare 1450; Opusculum de auctoritate, officio et potestate patronum ecclesiasticorum (ed. Walch, op. cit., II, 11, p. 142 sgg.), in cui denunziò i difetti sia dell'alto che del basso clero; De potestate ecclesiasticae; De indulgentiis e Dei iuimio, oggi perduti. Di dubbia appartenenza, infine, sono i due trattati De processione Spiritus Sancti e De peccato mortali.

Bibl.: O. Clemen, Über Leben und Schriften Johann von Wesel, in Deutsche Zeitschrift für Geschichtswissenschaft, nuova serie, 2 (1897), pp. 143-73; N. Paulus, Über Leben und Schriften Johann von Wesel, in Der Katholik, 1 (1898), pp. 44-57; id., Johann von Wesel über Bussacrament und Ablass, in Zeitschrift für katholische Theologie, 24 (1900), pp. 644-56; O. Clemen, Wesel, Johann von, in Realencycl. für protest. Theol. u. Kirche, XXI, pp. 127-131.