studiando poi eloquenza e diritto in Roma. Funse da avvocato nei tribunali di un prefetto (non si sa se della città o del pretorio), passando poi come rettore di una provincia, che fu probabilmente la IVa, di Lione, cui apparteneva Auxerre. L'elezione fatta dal clero e dal popolo, come per s. Ambrogio, lo costrinse a lasciare le magistrature politiche per assumere l'episcopato nella città natale, verso il 418, dopo la morte del vescovo Amatore.
Tenne l'ufficio per 30 anni conducendo vita austerissima e facendosi fautore del movimento monastico. Fu certamente in relazione con i Lerinesi e con s. Ilario d'Arles. Combatté il pelagianesimo in Inghilterra in due viaggi che vi compi: uno nel 429, mandato da Celestino I (vi rimase fin ca. il 431), e l'altro probabilmente dopo il 444, allorché i Sassoni s'erano impadroniti già di parte dell'isola. Ebbe qualche influenza anche sulla Chiesa d'Irlanda, specialmente con l'invio di s. Patrizio in quell'isola.
Oltre agli interessi spirituali curò quelli materiali della sua diocesi: nel 435 dal prefetto Ausiliario otteneva la diminuzione delle tasse; salvò l'Armonica dalle invasioni alane; e si recò a Ravenna da Galla Placidia e suo figlio Valentiniano III per ottenere il perdono d'una sollevazione degli Armorici. Fu in questa circostanza (448?) che morì a Ravenna, trasportato poi, secondo il suo desiderio, ad Auxerre. Le sue reliquie furono profanate e disperse dagli ugonotti nel 1567. Il culto si diffuse rapidamente ed è uno dei più popolari santi della Francia.
GERMANIA - *Disputa di Gesù coi dottori di A. Dürer* (1506). Roma, già Galleria Barberini.

G. ha lasciato 4 lettere dogmatiche, di cui le prime 3 sono di grande importanza per la controversia iconoclasta; la 4a combatte il monotelismo. V'è poi un trattatello teologico De vitae termino e uno scritto storico De haeresibus et synodis composto ca. il 737. Fra le 9 prediche di G. rivestono speciale importanza per la parologia 7 di esse, fra le quali 3, pronunciate in dormitionem, manifestano la credenza nell'Assunzione di Maria.