GOFFREDO DI STRASBURGO

GOFFREDO di STRASBURGO. - Massimo rappresentante della poesia cavalleresca in Germania, vissuto alla fine del sec. XII, m. fra il 1210 e il 1220. Compose il più bel poema epico del medioevo tedesco: il Tristano e Isotta (ca. 20.000 vv.), lasciato incompiuto, la cui leggenda - già dai troveri francesi del secolo poetizzata un po' dovunque in Europa e da Eilhart V. Oberg versò il 1190 in Germania - trasse dal francese Thomas.

Sua qualità principale fu l'indagine più profonda cui sottomise l'elemento erotico della leggenda. Sono sue doti la finissima analisi psicologica, la fluidità del pensiero, la melodiosa armonia della lingua e della rima, la magistrale allegoria (di cui diede in Germania il primo esempio); ma in lui la glorificazione dell'amore non va purtroppo disgiunta da piaceri del senso. Ulrico di Türheim e, meglio, Enrico di Freiberg continuarono il racconto fino alla sepoltura degli eroi. Restano di lui anche alcune liriche; non è sua però una Laude della Vergine Maria.

L'edito princeps è guasta. Molte ne seguirono; eccelle la versione neotedesca di W. Hertz (4a ed., Stoccarda 1904).

BIBL.: Ed. del Tristano a cura di Fr. Ranke, Berlino 1930. Studi: F. Piquet, L'originalité de Godefroy de S., Lilla 1905; I. Kelemina, Geschichte der Tristan-Sage nach den Dichtungen des Mittelalters, Vienna 1923, p. 232 seq., (con esauriente bibl.); E. Nickel, Studien zum Liebesproblem bei G. V. S, Königsberg 1927; G. V. Amoretti, Il Tristano di G., Pisa 1934; H. Küpper, Bibliographie zur Trist. Sage, Jena 1941.