GÖNGORA Y ARGOTE, LUIS de. - Sacerdote e poera spagnolo, n. a Cordova l'11 luglio 1561, ivi m. il 23 maggio 1627. Beneficiario nella patria Catte
drale e, in Madrid, cappellano d'onore di Filippo III, si dedicò alla poesia, procurandosi, per il suo singolare estro, ammiratori e amici.
Quando però pervenne a quegli eccessi di stile, che da lui furono chiamati «gongorismi», si attirò le ire dei suoi emuli, tra cui Lope de Vega e Quevedo: tuttavia i suoi nemici stessi dovettero riconoscere l'eccellenza delle sue doti poetiche. Il «gongorismo» infine prevalse con il «gerundianismo», diede origine al barocco, di cui fu massimo esponente il gesuita Baltasar Grzecán.
In G. occorre distinguere due diverse maniere di poesia: la giovanile, conforme allo stile popolare-ca-stigliano, di ispirazione agitata e, talora, picaresca; la seconda, propriamente gongorina, che si rivela nella Fabula de Polifemo y Galatea (composta negli ua. 1611-13) e nelle Soledades (la 1a parte compiuta nel 1613; più tardi la 2a), dove il poeta sfoggia il suo brillante preziosismo pieno di luci e di ombre, ricco di immagini e di sottintesi. Molti riconoscono in G. il precursore di alcune forme poetiche moderne (parassianesimo, simbolismo, ecc.).
BRILL.: Opere: Obras poéticas de don L. de G., a cura di R. Foulché-Delbos, 3 voll., Nuova York 1921; Romances de G., a cura di J. M. Cossio, Madrid 1927; Soledades, a cura di D. Alonso, ivi 1927. Studi: R. Foulché-Delbos, Bibl. de G., in Revue hlp., 18 (1908), pp. 73-161; A. Reyes, Reseña de estudios gongorinos (1913-18), in Rev. filol. esp., 7 (1920), pp. 315-36; M. Artigas, Don L. de G. y A.-Biografia y estudio crítico, Madrid 1925; E. J. Gates, The metaphors of L. de G., Filadelfia 1933. Cf. Rev. fil. esp., 14 (1927, ivi), dedicato a G. Cfr. inoltre: K. Vossler, Poesie der Eingamkeit in Spanien, Monaco 1940, pp. 147-154; B. Croce, Poesía antica e moderna, Bari 1941, pp. 285-304; V. Borghini, Poesía e psicologia spagnola, Bologna 1945, V. indice.