GONFALONE, ARCICONFRATERNITA del. - Tale denominazione assunse nel sec. XIV la più antica Confraternita romana, quella dei Raccomandati, che fu fondata, con il concorso di s. Bonaventura, nel 1264 e fu una probabile derivazione del movimento ascetico promosso da Ranieri Fasani, come dimostrerebbero e il primitivo nome di Disciplinati, che ricorre in qualche documento, e la consuetudine della visita ai Sepolcri il Giovedì Santo, alla quale partecipavano in processione, flagellandosi e vestiti di sacco, tutti i confratelli.
Ebbe tra i suoi esercizi di pietà quello di rappresentare il mistero dell'Annunciazione e principalmente della Passione. Quest'ultima si eseguiva nel recinto del Colosseo, quasi a redimere l'infame ricordo, in uno spazio sovrastante la cappella della Madonna della Pietà, il quale, avendo per sfondo un'ala circolare delle mura, si prestava ad essere utilizzato quale palcoscenico. Lo spettacolo si svolgeva con grande ricchezza di apparato dinanzi al popolo che vi accorreva foltissimo, e acquistava, nella cornice del gigantesco edificio, una singolare suggestione. Cospicue somme venivano devolute ogni anno dalla Confraternita per l'allestimento scenico, per l'abbigliamento degli interpreti, per le decorazioni e per gli affreschi, uno dei quali raffigurava la città di Gerusalemme con il Calvario. Si citano quali autori del testo drammatico Bernardo di M. Antonio romano, e i guardiani del G. Giuliano Dati e Mariano Particappa. Non si può stabilire a quale data risalga questa tradizione drammatica della Confraternita; ma è da ritenersi sicuramente anteriore alla costruzione della cappella della Madonna della Pietà, che avvenne nel 1517.
La rappresentazione della Passione venne sospesa nel 1522 per essere ripresa con maggiore magnificenza ed impegno nel Giubileo del 1525: dopo di allora, tenuto conto delle spese crescenti, da annuale divenne quadriennale. Nel 1539, sotto il pontificato di Paolo III, fu abolita per le perturbazioni dell'ordine pubblico che ne erano spesso conseguenza: difatti l'eccitamento e l'indignazione popolari, suscitati dalla realistica visione della crocifissione di Gesù, si sfogavano contro gli Ebrei e i birri con contumelie, con lancio di pietre e spesso con violenze che degeneravano in risse mortali.
Dopo il 1539 si tentò di ripristinare l'uso: vari passi furono compiuti in tal senso dai guardiani del G.; e si riuscì nel 1561 ad ottenere da Pio IV il consenso, che fu poi revocato per informazioni al riguardo non rassicuranti. Tuttavia nel 1562 ebbe luogo, la prima domenica di maggio, un'ultima rappresentazione, non della Passione, ma dell'Annunciazione, nella chiesa della S. Anna Annunziata fuori le mura: e questo fu il suggello di una gloriosa attività, che, certo non fu estranea alla rinascita del teatro in Europa.
BRILL.: A. Fabi Montani, Feste e spettacoli di Roma dal sec. X a tutto il sec. XIV, Roma s. d.; L. Ruggieri, L'Archiconfraternita del g., 1866. Sulle rappresentazioni sacre al Colosseo cfr. M. Vattasso, Per la storia del dramma sacro in Italia (Studi e testi, 10), Città del Vaticano 1903, pp. 68-101.