MEDAGLIA MIRACOLOSA

MEDAGLIA MIRACOLOSA. - Ha origine da una apparizione della Madonna (27 nov. 1830) a s. Caterina Labouré (v.), Figlia della Carità.

La Vergine era in piedi con un vestito bianco-aurora ed un velo bianco che le scendeva ai lati fino a terra. I piedi calpestavano un serpente, poggiando sopra un globo che si vedeva per metà. Dalle mani scendevano raggi luminosi. Attorno alla figura della Vergine si leggeva a caratteri d'oro: «O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi». Una voce le disse: «Fa' coniare una medaglia su questo modello. Le persone che la porteranno benedetta riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che avranno fiducia». Poi parve che il quadro si voltasse ed apparve la lettera M sormontata dalla Croce, con una grossa riga alla base, e, al disotto della lettera, i cuori di Gesù e di Maria.

Le prime medaglie furono coniate con il consenso dell'arcivescovo di Parigi, mons. de Quelen, nel giugno 1832. Da allora il culto della m. si diffuse rapidamente, e, per i grandi prodigi che compiva, fu detta dal popolo «miracolosa». Celebre la conversione dell'ebreo Alfonso M. Ratisbonne, avvenuta a Roma, nella chiesa di S. Andrea delle Fratte il 20 genn. 1842, ricordata ogni anno con festa liturgica (Madonna dei raggi). Pio IX arricchì la medaglia di indulgenza; Leone XIII ne concesso la festa (23 luglio 1894); Pio X (8 luglio 1909) approvò l'Associazione della m. m. Da questa apparizione trae origine Figlie di Maria (v.). Dal 1927 ha avuto inizio a Filadelfia (Stati Uniti) la pia pratica della Novena perpetua della m. m., che si tiene ogni lunedì. Essa va ampiamente diffondendosi anche in Italia. Al santuario della m. m. di Filadelfia è unita l'Opera della Medaglia, che ha un bollettino con una tiratura di oltre 300.000 copie mensili.

BIBL.: G. Aladel, La médaille miraculeuse, Parigi 1878; A. Campanale, La m. m. nella storia e nella teologia cattolica, Lecce 1928; E. Cassinari, Il primo centenario della m. m., Roma 1930; id., La m. m., ivi 1950.