**GREEN, THOMAS HILL. - Filosofo inglese, n. a Birkin (Yorkshire) il 7 apr. 1836, m. a Oxford il 26 marzo 1882. Dal 1878 fino alla morte tenne la cattedra Wite di filosofia morale nel Balliol College.

Si può considerare il fondatore dell'idealismo inglese d'ispirazione kantiana e hegeliana (Mc Taggart e Bradley), ripensato attraverso quello di Berkeley con influenze del fenomenismo dello Hume. Infatti, secondo il G., ciò che si chiama «reale» non è che l'insieme delle percezioni aventi una connessione costante (che però è soltanto di natura spirituale e conoscitiva), il cui fondo mento è una Coscienza universale. L'attività condivisa delle coscienze individuali e finite è sforzo di adeguare l'unica Coscienza universale, come l'attività morale è sforzo con cui i soggetti cercano di raggiungere il fine supremo. L'azione è etica quando l'uomo realizza perfettamente il fine determinato e, nello stesso tempo, ne sente l'inadeguatezza rispetto all'irraggiungibile fine ultimo. La Coscienza universale, di cui parla G., non è Dio personale, ma impersonale Causa prima e assoluta.