GREGORIO XII, PAPA. - Angelo Correr, di antica famiglia veneziana, n. a Venezia verso il 1325, patriarca di Costantinopoli, poi cardinale prete di S. Marco. Per mettere fine allo scisma della Chiesa, che durava dal tempo di Urbano VI, adunatosi il Conclave per eleggere il successore di Innocenzo VII (1406), giurò con altri 13 cardinali «romani» che, in caso di elezione, avrebbe rinunciato al papato, a patto che eguale rinunzia facesse Benedetto XIII (De Luna), antipapa sedente in Avignone. E poiché quest'ultimo fece analogo giuramento, si sperava vedere presto terminare lo scisma di Occidente. Il Correr, eletto papa il 30 nov. 1406, ultrasettantenne, soprattutto perché ritenuto convinto sostenitore dell'unità della Chiesa, prese il nome di G. XII e fu coronato il 3 dic. Avendo il Conclave deciso che, entro tre mesi dall'elezione, il nuovo Papa dovesse avviare trattative con il competitore per venire ad un abboccamento, G. XII dichiarò ch'egli avrebbe «preso
subito il bastone del pellegrino «o «in uno schifo» si sarebbe portato dal suo competitore e non avrebbe posato finché non avesse soddisfatto al suo voto. Per suggerimento dell'astuto Benedetto XIII, fu fissata quale sede dell'incontro Savona (29 sett. 1407), allora sotto il dominio del re francese Carlo VI. Questi a mezzo del governatore Bucicoldo, del cardinale genovese Luigi Fieschi, e con le armi, andava attuando il piano di estendere l'influenza dell'antipapa avignonese in Italia ed era riuscito a sottrarre dalla fedeltà
verso Roma molte città, fra le quali Genova, che aveva accolto esultante l'antipapa (20 maggio 1405).
La peste, scoppiata improvvisamente a Genova, consigliò quest'ultimo a sgombrare da quella città per riparare a Savona, e poi di là a Marsiglia, dove lo raggiungeva la missione romana. G. XII, diffidando delle intenzioni dei Genovesi, e non avendo potuto ottenere da Venezia e da Ancona delle navi, si mise in viaggio per terra e

dislao di Napoli e da qualche minore sovrano, fuggì in Austria; e di là, più tardi, ad invito di Ladislao, si trasferì a Gaeta, e poi a Rimini presso Carlo Malatesta. Morto nel frattempo Alessandro V (3 maggio 1410), fu eletto successore Baldassarre Cossa con il nome di Giovanni XXIII. Il Concilio di Costanza, convocato per iniziativa dell'imperatore Sigismondo (1 nov. 1414), depose Giovanni XXIII, entrò in trattative con G. XII, consentì a farsi convocare canonicamente da lui, ritenendolo legittimo Papa, agì in modo che G. rinunciasse veramente al papato (4 luglio 1415), rinunzia che fu, in un certo senso, compensata con la nomina di Angelo Correr a legato perpetuo a latere della Marca di Ancona, e con il diritto, riconosciutogli, del primo posto dopo il Papa. Godè poco questa sua nuova posizione; ché m. a Recanati il 18 ott. 1417, ventiquattro giorni avanti l'elezione di Martino V. BIBLICA.: N. Valois, La France et le grand Schisme d'Occident, III-IV, Parigi 1901-1902; L. Zanutto, Itinerario del pontefice G. XII da Roma (9 ag. 1497) a Cividale del Friuli (26 maggio 1499). Studio storico, Udine 1901; Pastor, I. V. indice; A. Mercati, La biblioteca privata e gli arredi di cappella di G. XII, in Miscellanea Fr. Ebrle, V (Studi e testi, 42), Città del Vaticano 1924, pp. 128-65; D. De Campos, Un ritratto ideale di G. XII attribuito a Gerolamo Musiano, nuovamente collocato nella Pinacoteca Vaticana, Firenze (1939). Raffaele Cissca