GRENOBLE, DIOCESI DI

GRENOBLE, DIOCESI di. - Città, capoluogo del dipartimento dell'Isère, tutto compreso nella diocesi stessa, oltre il cantone di Villeurbaine del dipartimento del Rodano. Ha una superficie di 8200 kmq. con una popolazione di ca. 700.000 ab. dei quali ca. 400.000 cattolici.

La diocesi è divisa in due arcidiancanti; il primo, di G., comprende i circondari di G. stessa e di St-Marcellin, il secondo, di Vienne, comprende i circondari di Vienne, della Tour-du-Pin e del cantone di Villeurbaine. Si hanno poi 47 decanati con 598 parrocchie e 150 vicaristi, serviti da 575 sacerdoti secolari e 80 regolari, con due seminari, 13 comunità religiose maschili e 60 femminili (1949).

Il nome primitivo della città di G. fu «Cularo»; esso fu mutato in «Gratianopolis» al tempo dell'imperatore Graziano (367-83), donde poi G.

Il primo vescovo di G. fu s. Donnino, presente nel 381 al Concilio di Aquileia; la lista dei primi trentasette vescovi è attribuita al vescovo s. Ugo; i più noti sono «Cereius», ricordato al 6 giugno nel Martirologio regominiano e menzionato nella lettera sinodale di Eusebio di Milano a Leone I (PL 54, 587, 946); «Victurius» presente nel 518-23 al Concilio di Lione; Claro che in

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(da Gregorovius, Nelle Puglie, Firenze 1857)
GREGOROVIUS, FERDINAND - RITrATIO.

GRENOBLE, DIOCESI di - Interno della Cattedrale (sec. XI) con molti restauri posteriori.

tervenne nel 650 al Concilio di Chalon-sur-Saône e firmò per s. Dionigi nel 654 il privilegio di Clodoveo II; Bernardò, eletto nel 869, ricordato in lettere di Luigi II e Lotario II; Isacco, ricordato in atti dal 892 al 922.

La diocesi è suffragata di Lione; protettrice è la B. M. V. ASSUNZIONE.

La cattedrale di Notre-Dame, costruita nel sec. XI, fu più volte rinnovata; il suo altar maggiore in marmo (sec. XVI) proviene dalla Grande-Chartreuse.

Notevole è la chiesa di S. Lorenzo, costruita nel sec. XII sopra una cappella merovingica che ne forma la cripta, sotto la parte orientale. La volta è sostenuta da venti colonne di provenienza romana. I capitelli con le loro decorazioni ad animali affrontati, a tralci di viti, ricordano nella loro rozzezza quelli di S. Vitale in Ravenna; l'abside è inquadrata da colonnine sovrapposte (J. J. A. Pilot, Notice sur l'église de St-Laurent de G., Grenoble 1864; L. Maitre, L'oratoire mérovingien de St-Laurent de G., in Revue de l'art chrétien, 5e série, 3 (1907), pp. 217-25). In lavori di restauro eseguiti nella cripta apparvero iscrizioni cristiane, una delle quali dell'a. 520 (M. Raymond e Ch. Giraud, La chapelle St-Laurent à G., in Bulletin archéologique du Comité, 1893, p. 12). Altre iscrizioni cristiane di G. sono in CIL, 12, pp. 273-91, nn. 2309-14. In G. fu ordinato prete s. Giovanni Vianney. Presso G. nacque Pietro Terrali, signore di Bayard, «il cavaliere senza macchia e senza paura». L'ultimo connotabile fu Lesdiguières (1543-1627) detto «la volpe del Delfinato». La Biblioteca di G. possiede 14.000 manoscritti e 700 incunaboli. Notevole è anche il Museo di G., con stoffe copte dal sec. V al VII. G. è sede d'una fiorente Università. Vedi tav. LXXXIV.

BIBL.: A. Auvergne, Chronologie des évêques de G., Grenoble 1900; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2a ed., Parigi 1907, pp. 230-32; Eubel, I, pp. 267-68; II, p. 161; III, p. 222; IV, p. 197; Cottineau, I, col. 1361; Guide de la France chrétienne et missionnaire, 1948-49, Parigi 1948, pp. 354, 578-83, 1028-30.