GURK, DIOCESI di. - Città e diocesi austriaca, comprendente tutto il territorio confederale della Carinzia (9533 kmq.), con 497.000 ab., di cui 455.000 cattolici. Le parti cedute nel 1918 sono amministrate da Maribor, Lubiana e Udine. La minoranza slovena, ca. il 10%, gode ogni libertà religiosa e culturale. Comprende 26 decanati e 327 parrocchie, con 372 sacerdoti diocesani e 122 regolari, un seminario, 20 comunità religiose maschili e 33 femminili (1949).
STORIA. - Nell'attuale territorio diocesano esistevano nei secc. IV-VI le diocesi di Virunum e di Teurnia. Dopo

(fot. Bildarchiv d. Ö. Nationalbibliothek)
La Carinzia, sin dall'antichità terra di incroci e di contatti di culture e di popoli, oltre alle sue bellezze naturali, è straordinariamente ricca di arte, anche sacra. In alcuni luoghi esistono ancora vetusti centri di culto, ad es., nella valle della Möll, sopra un grande cono isolato (Danielsberg) dove si susseguirono culti preistorici, celtici, romani, cristiani (un'antichissima chiesa di S. Daniele profeta); sull'Ulrichsberg, l'antico « Mona Carantanus », da cui il paese prende nome, le rovine di
un tempio romano si sovrappongono ad uno celtico, e sopra di essi si erge la chiesa romanico-gotica di S. Ulrico, ecc. Per l'epoca romana, Teurnia, Virunum, gli antichi « rifugi », ecc. (v. cristianesimo).
Alcune chiese risalgono all'epoca carolingia, come Karnburg, ove esisteva una Pfaltz (residenza) imperiale (888), e S. Peter in Friesach; molte altre, anche alpestri e campestri, hanno un nucleo preromanico o romanico (Plattnitz, chiesa alpina romanica a cupola; V. ibid., col. 427 sg.); enorme la ricchezza in affreschi, spesso anche in chiese sparse; basta vedere i due volumi di W. Frodl, Die romanische Wandmalerei in Kärnten (Klagenfurt 1942) e Die gotische Wandmalerei in Kärnten (ivi 1946).
In sostituzione di una precedente chiesa, costruita da s. Emma (m. nel 1045), i primi vescovi eressero una grandiosa cattedrale (1160-1220 ca., con cripta, due torri alte 60 m.; un atrio e sopra di esso la cappella vescovile) in stile romanico, l'esterno in blocchi di marmo ben squadrato (assai interessante per la conoscenza dei segni degli scalpellini; cf. J. Löw, Die romanischen Steinmetzzeichen am Gurker Dom, in Carinthia, 1 [1930], p. 1 sg.). La cripta misura 20 x 20 m., con 100 colonnine di marmo, sarcofago della fondatrice s. Emma (1174), resti di affreschi, ecc. L'interno a tre navate con alti pilastri, è oggi coperto con volte gotiche, in parte dipinte (fine sec. XV, inizio sec. XVI). Molti affreschi, fra cui S. Cristoforo (ca. 1380), i 24 Seniori (ca. 1480), ecc. Sei enormi tavole di legno scolpito e dipinto, con scene della vita e dei miracoli di s. Emma (ca. 1500, L. Pambatel) i miracolati riprodotti con crudo verismo. Grandioso altare maggiore, in legno dorato, alto 16 m., con più di 76 figure in grandezza naturale, nel centro l'Assunzione (di M. Hönel, 1626-32); altare della S. ma Croce, in piombo, con la celebre Pietà impressionante di G. R. Donner (1741), di cui sono pure alcuni pannelli del monumentale pulpito. Porta principale, scolpita in legno e dipinta (ca. 1218). Innumerevoli oggetti sacri minori.
Ma più importanti sono tre grandi cicli pittorici conservati: 1) romanico (1220, rinnovato nel 1268), nella cappella vescovile, con la Gloria di Cristo e di Maria (Trono di Salomone), e vetrata dipinta dell'epoca; 2) gotico primitivo (1349 ca.), nell'atrio, storie del Vecchio e Nuovo Testamento; 3) gotico (1458, Corrado di Friesach), dipinto su tela (10 metri per lato), con 100 quadretti per metà scene del Vecchio, per metà del Nuovo Testamento, e che serve da volo quaresimale (il più grande che si conosca) per coprire l'altare maggiore.
È pure da notare Strassburg, residenza vescovile fino al 1787, cittadina unita al grandioso castello-palazzo (romanico, gotico, barocco), chiesa collegiata con le tombe dei vescovi, chiesa dello Spirito Santo, gotica (1337), a cupola, per l'Ospedale vescovile. A Böckstein la residenza estiva, di G. G. Hagenauer (1780), costruzione celebre uno sub tecto.
Singolare è la città di Friesach, dal sec. VIII al 1803 territorio salisburghese, con le mura, il fossato e quattro castelli a difesa, fra cui il Petersberg con chiesa esistente già nel 927; grande chiesa collegiata romanica; primo convento domenicano di oltralpe (1217, S. Giacinto) con enorme chiesa gotica (70 m. di lunghezza), sede ed ospedale dell'Ordine teutonico dal 1213, ecc.
Santuari principali: Maria Saal, fondata verso l'870 dal corepiscopo s. Modesto, ivi sepolto, oggi grandioso insieme fortificato; Maria Wörth, sul lago omonimo, fondato dal vescovo di Frisinga, Waldone, verso il 900, il quale vi depose (cripta carolingia) i ss. Primo e Feliciano; l'attuale costruzione gotica è del sec. XIV. Heiligenblut (1301 m.) di fama mondiale per il panorama, al piede del Grossglockner (3798 m.); l'attuale chiesa gotica (1485) assai notevole per una reliquia del Preziosissimo Sangue, portatavi dall'Oriente, si dice, da s. Briccio. Celebre la grandiosa tavola nella chiesa di Ober-Vellach, di Jan Scorel (1520). Altri santuari: Maria Rain, nominato nel 927, oggi tutto barocco; St. Leonhard, con cattedrale gotica francese, costruita da s. Ottone, vescovo di Bamberga (1106-39); essa ha un'enorme catena di ferro intorno all'edificio (vetrate storiate del tempo). Luggau (dal
1635 Servi di Maria), Maria Hilf (Guttaring), 1725-27, che domina dal suo monte il centro del paese.
Non si possono tacere, come specialità, i molti ossari (Karner), diffusi dappertutto, e spesso assai caratteristici; con sotterraneo per le ossa e cappella absidata sopra; le costruzioni romaniche in genere rotonde, le gotiche a 6 o a 8 angoli. L'ossario di Pisweg è tutto affrescato (sec. XII), quello di Metnitz ha all'esterno una celebre Danza macabra (ca. 1500). Nella parte orientale, sin dall'invasione turca (massimo 1470-1529) molte chiese fortificate, ad es., Diex, Hohenfeistritz, ecc.
Come curiosità da notare fra i tanti castelli, quello di Hochosterwitz, insieme pittoresco, con una serie di 14 porte-torri, palazzo, chiesa; stato attuale 1570-86; appartiene ai conti Khevenhüller. - Vedi tav. LXXXIX.
XXIII, pp. 8-10. Studi: A. V. Jaksch, Geschichte Kärntens bis 1335, 2 voll., Klagenfurt 1928-29; Mayr-Kandl-Pirchegger, Geschichte und Kulturleben Deutschösterreichs, 3 voll., Vienna 1929-37; E. Riebel, Zur Geschichte der Kirchen und Pfarren Kärntens, Klagenfurt 1930; K. Ginhart, Die Kunstdenkmäler Kärntens, 8 voll., ivi 1930-32; K. Ginhart e B. Grimschitz, Der Dom zu Gurk, Vienna 1930; J. Löw, Kl. Gurber Domführer, 3ª ed., ivi 1930, in base all'Archivio capitolare di G.; E. Tomek, Kirchengeschichte Österreichs, 2 voll., Innsbruck 1935-49; A. Lamprecht, Heilige und Heiligenreliquien in Kärnten, Klagenfurt 1936; W. Frodl, Die romanische Wandmalerei in Kärnten, ivi 1942; id., Die gotische Wandmalerei in Kärnten, ivi 1946; G. Graber, Volksleben in Kärnten, Graz 1949; V. Paschinger, Landeskunde von Kärnten, Klagenfurt 1949; X. Braumüller, Geschichte von Kärnten, ivi 1949. Giuseppe Löw