HAÏDRA. - Nome arabo d'una cittadina romana
detta Ammaedera o anche Ammaedara in un'iscri-
zione (CIL, 8, 11532), «Ad Medera» nell'inte-
rario di Antonino e nella tavola peutingeriana, Am-
metra da Procopio (De aedif., VI, 6). Un'iscrizione
cristiana di Roma del sec. IV ricorda una Victorina
de regione Admederensium (E. Diehl, Inscriptiones
christ. latinae veteres, Berlino 1925-31, n. 4454).
Fu fondata durante la dinastia Flavia nella parte me-
ridionale dell'Africa proconsolare, sulla strada che univa
Cartagine a Tebessa; ebbe il nome di «Colonia Flavia
Augusta emerita Ammaedera». Il cristianesimo vi fu
fiorente dal sec. III poiché il suo vescovo Eugenio fu
presente alla Conferenza di Cartagine del 256; più tardi
Sperato assisté a quella del 411; nell'epoca bizantina si
ricorda il vescovo Crescenziano (CIL, 8, 11645).
Tra i monumenti di H. relativi al cristianesimo va
subito ricordata la lastra marmorea ansata (m. 2,50 x 0,53)
rinvenuta nel 1934 e posta da un «Marcellus illustris»
in onore di un imponente gruppo di martiri locali, «qui
persecutione Diocletiani et Maximiani divinis legibus
passi sunt» (L. Poinssot, in Bulletin archéologique du
Comité des travaux historiques, febbr. 1934, pp. XIII-
XVIII).
S. Gsell illustrò un gruppo di rovine di cinque edi-
fici cristiani identificati in H. e cioè un edificio cristiano
di m. 21,15 x 8,60; nel quale si rinvenne un blocco di
marmo con l'iscrizione: «Hic habentur memoriae san-
ctorum Pantaleonti Iuliani et comitum», del sec. V-VI
(CIL, 8, 10515); una seconda chiesa nella cittadella
bizantina m. 13,20 x 5,60 con il principio dell'inno
«Gloria in excelsis» inciso nell'abside (ibid., 8, 462),
con abitazione annessa. Una terza chiesa absidata è al
nord della cittadella, una quarta più piccola (m. 8,38
x 8,65) ad est della città, con annesso edificio ritenuto
per monastero; ivi fu trovato nel 1934 un blocco di
pietra, già cippo funerario, nel quale si ricavò un ricet-
tacolo per reliquie con l'iscrizione: «Hic habentur reliquiae beati martiris et antistis Cypriani depositae a beato Mallo episcopo anno IIII Domini Iustini Imperatoris». È dunque degli an. 568-69; le reliquie sono del vescovo di Cartagine s. Cipriano; e Mello è il vescovo di H. (L. Poinssot, Une inscription mentionnant des reliques de St Cyprien, in Comptes-rendus de l'Académie des inscr. et belles lettres, 1934, p. 249 sgg.). Una quinta chiesa è presso il teatro (m. 16,50 x 7), con pavimento formato da iscrizioni funerarie, tra le quali una del 14° anno del Regno di Trasmondo, cioè del 510-11.