GRISAR, HARTMANN

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GRISAR, HARTMANN. - Gesuita, storico, ar-cheologo e apologista, n. a Coblenza il 22 sett. 1845, m. a Innsbruck il 25 febbr. 1932. Dopo i primi studi in Coblenza, passò a Münster, a Innsbruck, nel convitto dei Gesuiti, poi a Roma nel Collegio Germanico-ungarico. Ordinato sacerdote, entrò a Roma nella Compagnia di Gesù il 24 nov. 1868. Andato in Austria nel 1870, venne chiamato alla cattedra di storia ecclesiastica nella Facoltà teologica di Innsbruck.

ad Innsbruck la sua feconda attività lo aveva reso uno dei più assidui e preziosi collaboratori alla Zeitschrift für katholische Theologie di cui fu uno dei fondatori fin dal 1877, egli, chiamato a Roma dal card. Hergenröther, si dedicò da allora profondamente allo studio dei monumenti cristiani di Roma, delle sue biblioteche, dei suoi archivi, dei suoi musei, della sua campagna. Frutto insurmabile delle sue diuturni ricerche sono le cronache che, sotto il titolo Archeologia, egli profuse nella Civiltà Cattolica durante il lungo suo soggiorno romano che lo rese uno dei più profondi conoscitori della Roma antica, sia classica che cristiana.

A lui si deve l'esatta indicazione topografica di S. Maria Antiqua, confermata dalla scoperta del 1900.

Al G. spetta il merito di aver provato che la memoria apostolica in Cata-cumbas era localizzata nella Basilica stessa e non nella cosiddetta platonica ad occidente di essa che era il luogo della sepoltura del martire s. Quirino. Egli scoprì un privilegium dell'a. 1521 relativo alla basilica di S. Sebastiano da lui stesso rinvenuto nell'Umbria (Die römische Sebastianuskirche und ihre Apostel-gruft im Mittelalter, in Römische Quartalschrift, 9 [1895], pp. 409-61). A lui il merito - rosa dalle molte spine come ogni nobile attività umana - del tesoro del Sancta Sanctorum, di cui dette una mirabile illustrazione in duplice edizione: Il Sancta Sanctorum ed il suo tesoro sacro (Roma 1907); Die römische Kapelle Sancta Sanctorum und ihre Schatz (Friburgo 1908).

Costretto a lasciare Roma, i suoi studi si rivolsero su Lutero. La grande opera Luther uscì a Friburgo in Br. (1911-13; ed. inglese 1913-17); più tardi 6 fascicoli di Lutherstudien (ivi 1921) quindi Der deutsche Luther im Weltkrieg und in der Gegenwart (ivi 1924); infine Martin Luthers Leben und sein Werk (ivi 1926, con ed. ungherese nel 1929, inglese nel 1930 e francese nel 1931; II. Torino 1933).

Nel 1924 apparve la sua monografia Die Stationen und ihre Perikopen in römischen Missale. Liturgiegeschichte - die Studien aus der römischen Stadtgeschichte, in Mi-schellane Ehrle (Studi e testi, 38), II, Roma 1924, pp. 101-140. Si tratta di studi della storia della liturgia in rapporto con la storia della città di Roma; un primo gruppo è costituito dalle Messe con elementi locali della Stazione; un secondo gruppo dalle Messe con elementi agiografici; il terzo gruppo dagli usi romani per spiegare la Messa stazionale. Poi le stazioni della Settimana Santa, delle tre domeniche prima della Quaresima, delle Temporae, dell'Avvento, del Natale, della Pasqua, della Pentecoste. Sviluppò poi lo stesso argomento in Das Missale im Lichte der römischen Stadtgeschichte (Friburgo in Br. 1925).

Il suo ultimo scritto è un omaggio alla S. Vergine di cui fu sempre devotissimo: Marienblüten. Systematische Marienlehre aus dem grossen Marienwerk des Petrus Ca-nisius (ivi 1930). Egli scrisse l'autobiografia in Religion-voissenschaft in Selbstdarstellungen (ivi 1927), pp. 37-56.

Bibl.: Necrologi: H. G., in Zeitschrift für katholische Theolo-gie, 56 (1932), p. 145 sgg.; H. G., in Civ. Catt., 1932, 1, pp. 567-71; J. Grisar, H. G., in LTHK, IV, coll. 707-708. Enrico Josi