GRAFFITI

GRAFFITI. - G., come dice il nome, sono disegni o scritture eseguiti con punta dura sopra un fondo meno duro, come intonaco murario, terracotta, o anche marmo o metallo. Il disegno è caratterizzato dal suo aspetto piatto, senza quasi rilievo, per quanto si cerchi di supplirvi con ombreggiature e minute; lo scritto dalla natura cursora, e sommaria, che ne fa generalmente un testo di difficile lettura.

Per compenso esso suole esprimere con più freschezza ed immediatezza i sentimenti personali. Per questo motivo sono preziosissimi gli innumerevoli g. che si sono trovati quasi su ogni muro di Pompei; per la storia del cristianesimo lo sono non meno quelli lasciati dai primi cristiani sopra le loro tombe, sui muri delle loro case e specialmente sulle pareti del loro santuari. Proprio grazie ad essi è stato più volte possibile riconoscere santuari venerati di martiri nelle catacombe, ad es., la «memoria

Article illustration
(per cortesia della Pont. Comm. di Archeologia Sacra) GRAFFITI. - G. con invocazione agli apostoli Pietro e Paolo (sec. III) nelle Tricia Apostolorum in Catacumbas - Roma, S. Sebastiano.
Apostolorum • lungo l'Appia ove poi sorse S. Sebastiano.
Per il genere di tali scritture cf. CAPITALE, SCRITTURA.

BIBL.: G. B. De Rossi, La Roma sotterranea cristiana, II. Roma 1867, pp. 13-20; H. Leclercq, Graffites, in DACL, VI, coll. 1453-1542. Antonio Ferrua
Cite this article

“GRAFFITI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 600. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/graffiti.