GROSSI-GONDI, Felice. - Gesuita, letterato e archeologo, n. a Roma il 16 sett. 1860, m. ivi il 31 marzo 1923. Entrò nella Compagnia di Gesù il 13 sett. 1881, e compiuti gli studi teologici conseguiti la laurea in lettere nell'Università di Roma. Insegnò lettere italiane e classiche nell'Istituto Massimo di Roma e nel Collegio di Mondragone (Frascati); quindi, dal 1914, archeologia cristiana nella Pontificia Università Gregoriana.
Alle antichità classiche si era già dato specialmente con una completa ricerca storico-epigrafica (tesi di laurea) sui Comites nell'epoca romana (dalla fine della Repubblica fino a metà del sec. VI): il loro progressivo sviluppo durante l'Impero segna la graduale trasformazione di tutto l'ordinamento civile e militare, ma il Mommsen stesso ne aveva trattato solo in parte; E. De Ruggiero inscrì lo studio del G.-G. nel suo Dizion. epigraf. d'antich. romane. Aveva pure indagato l'antica topografia e i monumenti del territorio tuscano e suburbano, che illustrò in parte nel Bullettino d. Commiss. archeol. comun. di Roma (1898-1916), in parte sulla Civ. Catt. (ed. a parte: La villeggiat. tusc. di M. T. Cic., Roma 1905), e completò nei 2 voll.: La villa dei Quintili e la villa di Mondragone (ivi 1901) e Il Tuscolano nell'età classica (ivi 1908). Questioni sussidiarie per la storia dell'arte esposte nel manuale Sulle soglie dell'arte (Roma 1912; 2a ed., postuma, Torino 1925). Di archeologia cristiana scrisse articoli su argomenti allora di attualità ed altri in Civ. Catt., Röm. quartalschrift, N. bull. di arch. crist., Atti d. Pont. accad. r. di arch. e altrove: taluni ripubblicati in opuscoli con ampie aggiunte. Principali sono: Leggenda e storia di Costantino nell'arte; La battaglia ad Saxa Rubra; L'arco di Costantino (2a ed., Roma 1913); Scoperta e S. Sebastiano sull'Appia; Tomba, spoglie, altare di S. Sebastiano; Il «Refrigerium» ad Catacumbas. Origine della basilica e del monastero (ivi 1915-19); Catacombe tuscolane; Iscrizione agiografica in S. Prassede; S. Fabiano papa e martire: tomba e spoglie (2a ed., ivi 1916); La Dormitio B. Mariae V.; Scoperte archeol. del I e II ventennio del sec. XX; Chiese di Roma dopo il 1870; Stef. Ant. Morcelli e la sua Africa cristiana (Chiari 1921); S. Callisto papa e martire; Iscrizione eucaristica in S. Lorenzo (1922), ecc.
Una sintesi di tutta l'archeologia cristiana, secondo i risultati dei migliori archeologi della «scuola romana», specialmente Bosio, Marchi, De Rossi, Garrucci, Wilpert, diede nel manuale I monumenti cristiani dei primi sei secoli (Roma, 2 voll.: I, monumenti iconografici e architettonici [1923]; II, Trattato di epigrafia cristiana latina e greca del mondo romano occidentale [1920]); già preceduti dal vol.: Principi e problemi di critica agiografica. Atti e spoglie dei Martiri (ivi 1919). E intanto preparava altre opere.
Fu membro dell'Accademia di religione cattolica dell'Arcadia, della Società di cultori di archeologia cristiana, della Pontificia accademia romana di archeologia e della Pontificia commissione di archeologia sacra.