GRADO. - Il nome antico di G. è Gradus, primo scalo delle navi dirette ad Aquileia lungo il Natisone (come Gradus Arnensis = S. Pietro a Grado presso Pisa e Gradus Massaliorum presso Marsiglia) e non Aquae gradatae; il centro di Gradus era al limite di una campagna abitata e coltivata, quasi interamente libera dalle acque e non su un'isola.
La storia di G. comincia propriamente con il 568, quando il patriarca d'Aquileia, Paolo, vi si trasferì dinanzi all'irrompere dei Longobardi nella Venezia. Ma allora era già luogo forte e sicuro, fornito di edifici di culto e di abitazioni; l'Impero bizantino vi si poté mantenere finché Venezia durante il sec. VIII lo sostituì. Intanto, sul principio del sec. VII, in territorio longobardo si costituì il nuovo patriarcato di Aquileia; mentre a G. continuò la successione dei patriarchi che non poterono più rimetter piede nell'antica Aquileia. Si ebbero così di fronte, a pochi chilometri di distanza, due patriarcati, dei quali quello di G. ristretto quasi unicamente all'isola omonima, metropolita però dei piccoli vescovati veneti che sorsero lungo il litorale sino a Chioggia. Il patriarcato fu da Niccolò V nel 1451 trasferito a Venezia ed il primo patriarca ne fu s. Lorenzo Giustiniani, già vescovo di Castello. G. fu da allora solo una parrocchia.
Muri di edifici romani sono apparsi sotto la basilica di S. Agata e dalla laguna o da demolizioni provengono epigrafi romane e rilievi. Nell'interno della cinta murale a rettangolo allungato (probabilmente sec. V), solo in parte conservata, si riconoscono tre basiliche e tre battisteri. Il Duomo (S. Eufemia) è un'ampia basilica di

(fot. Soprintendenza, Trieste)